Blizzard e Google vogliono usare StarCraft 2 per fare test su l'AI

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Un anno fa Blizzard e DeepMind -sussidiaria di Google dedicata all'AI- hanno stretto una partnership estremamente ambiziosa. L'obiettivo? Usare Starcraft II per la ricerca e lo sviluppo nel campo del machine learning. Ora quel progetto è diventato realtà, grazie ad una serie di tools che aiuteranno la progettazione delle tecnologie del futuro.

Blizzard e DeepMind hanno rilasciato, infatti, una nuova API (application programming inteface) dedicata allo sviluppo di AI: l'API include un pacchetto Linux in grado di essere avviato sul cloud, con possibilità di funzionare anche su Windows e Mac. L'API può anche essere utilizzata per creare match "AI vs AI" offline. Una sorta di arena che vede scontrarsi macchine contro altre macchine, in parole poverissime.

Gli strumenti messi a disposizione dalle compagnie permetterebbero, inoltre, la possibilità di analizzare i replay delle partite dei veri campioni in carne ed ossa, in modo da impreziosire l'abilità dei bot.

Starcraft II ha tutte le carte in regola per diventare un promettente laboratorio di sviluppo e ricerca per l'AI grazie alla complessità (e alla discreta varietà dei possibili scenari in-game) del gioco. Ai giocatori è, inoltre, richiesto di gestire più aspetti della partita allo stesso tempo, dovendo tenere sotto controllo la creazione di risorse, la coordinazione delle truppe in gioco, ma anche l'individuazione delle migliori tecnologie e unità da sviluppare nel momento corretto del gioco, senza disperdere le risorse create nel tempo in maniera sconsiderata.

Per questo motivo i tool creati da Blizzard e DeepMind prevedono la possibilità di frammentare gli aspetti del gioco in diversi micro ambienti, senza dover per forza buttare un'AI ancora in fase di sviluppo all'interno di una mischia che, inevitabilmente, le richiederebbe di affrontare troppi elementi di estrema complessità assieme.