Canone RAI in bolletta: spuntano fuori 6 milioni di evasori

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Spuntano i primi risultati dell'introdurre il canone Rai in bolletta: 6 milioni di "nuovi abbonati" (che evidentemente prima avevano scelto di opporsi al balzello-Rai) per quello che ufficiosamente è un contributo per la TV di Stato ma che, di fatto, è una tassa per il possesso di apparecchi adibiti alla fruizione di contenuti televisivi.

La scelta del Governo Renzi di introdurre il canone RAI in bolletta aveva colto tutti alla sprovvista e l'opinione pubblica si era letteralmente divisa tra chi ne era entusiasta e chi, all'idea di vedersi imposto un balzello per un servizio che di pubblico ha sempre meno, proprio non ci stava. Adesso arrivano i primi risultati della mossa: scoperti 6 milioni di evasori, ora gli "abbonati" passano da 16,5 a 22,2 milioni. Il gettito, stando a La Repubblica, ha raggiunto complessivamente i 500 milioni di euro, con la TV di Stato che ha incassato la bellezza di 1,7 miliardi di euro. Una cifra da record mai vista prima.

La Regione che vede il più alto numero di "nuovi abbonati" (o vecchi evasori, scegliete voi) è la Campania, dove il canone non era versato da un cittadino su due. Anche in Calabria si è assistito ad un incremento del 50% di abbonati. Ovviamente il Nord non è immune da questo trend, in Lombardia, ad esempio, sarebbero 900.000 le persone entrate sotto il "giogo di Via Mazzini".

Ricordiamo che il canone Rai (il cui nome ufficiale è canone televisivo) è una tassa per la detenzione di apparecchi idonei alla ricezione di "radioaudizioni" (sic) televisive. In precedenza ci fu una controversia, poi chiarita da RAI e Agenzia delle Entrate sul fatto che ci fosse in possesso di uno o più smartphone (ma anche di un qualsiasi device per guardare la TV in streaming, inclusi tablet e computer) dovesse pagare o meno l'imposta. Dopo diversi tira e molla la risposta ufficiale delle istituzioni fu negativa.