Come vengono nominate le galassie? Perché riusciamo a vederle da così lontano?

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Considerando che esistono più di 100 miliardi di galassie è difficile pensare di assegnare un nickname a tutte quante. Per questo a volte ci imbattiamo in nome incomprensibili come per la sfortunata galassia 2XMM J143450.5+033843.

Un nome così strano potrebbe sembrarvi casuale, ma contiene al suo interno tutte le informazioni essenziali della galassia stessa. Ricordate la classifica dei sette pianeti più estremi dell'universo? Anche lì emergevano dei nomi davvero bizzarri, assimilabili alle password del router nuovo.

La galassia nella foto in fondo alla news, che trovate in basso a sinistra, si chiama 2XMM J143450.5+033843. Le lettere iniziali sono lì ad indicare quale telescopio spaziale l'ha rilevata per la prima volta, in questo caso XMM-Newton a raggi X (il nome è l'acronimo di X-ray multi mirror) che si trova nell'orbita terrestre. Il 2 all'inizio della sigla si riferisce alla seconda ispezione dello spazio del suddetto telescopio.

Il resto dei numeri seguiti dalla lettera "J" si riferiscono alle coordinate spaziali dell'ascensione retta, che equivale alla longitudine terrestre. Tutti i corpi celesti hanno un'ascensione retta e una declinazione che prendono come sistema di riferimento la terra. L'ascensione retta corrisponde alla longitudine terrestre, ma è proiettata sulla sfera celeste invece del suolo della terra, e si misura in ore, minuti e secondi: prendendo come intervallo la rotazione terrestre, si parte da 0h 0m 0s fino ad arrivare a 23h 59m 59s (più altre cifre dopo la virgola). Purtroppo la terra compie movimenti strani (assimilabili ad una trottola) e questo impedisce di avere un sistema di riferimento che non cambia nel tempo: è necessario sempre specificare in quale data è stata presa questa misura, per questo c'è il riferimento alla seconda ispezione di XMM. La lettera J indica che la data da prendere come riferimento per il sistema è il 1º gennaio 2000, ovvero la posizione in cui si trovava la terra in quel giorno.

Gli ultimi numeri si riferiscono alla declinazione, che corrisponde alla latitudine terrestre e definisce l'angolo che il corpo celeste forma rispetto al piano equatoriale. Quindi l'equatore si trova a 0°, il polo nord a 90° e il polo sud a -90°. Non avete capito nulla di ascensione retta e declinazione? Provate a guardare il video qui in fondo alla news per averne un'immagine mentale chiara.

Dunque la nostra galassia in foto 2XMM J143450.5+033843 è stata rilevata durante la seconda ispezione di XMM, ha una ascensione retta di 14h 34m 50.5s e una declinazione di +03d (degrees) 38m (minuti) 43s (secondi). L'altra galassia in alto a destra nella foto è molto simile alla prima ed è stata nominata 2XMM J143448.3+033749: la differenza qui sta nella piccola variazione di minuti e secondi di ascensione retta e declinazione.

L'informazione che non abbiamo nei nomi è la distanza dalla terra. La prima galassia di cui stavamo parlando (in basso a sinistra nella foto) è a 400 milioni di anni luce di distanza dalla terra. Esistono diverse tecniche per calcolare questa distanza, ad esempio triangolando la posizione dei corpi celesti con diversi telescopi in posizioni diverse o calcolandone la posizione in diversi periodi dell'anno (aspettando cioè che la terra si sposti).

2XMM J143450.5+033843 (vi lasciamo "l'arduo" compito di analizzare i numeri per capire di chi stiamo parlando) ha al suo centro un buco nero supermassiccio che emette enormi quantità di radiazioni e per questo ne abbiamo una ricostruzione molto dettagliata nell'immagine. Infatti tutte le onde elettromagnetiche emesse vengono captate dai nostri telescopi, permettendoci di individuare le galassie e studiarle. Bisogna sempre tener conto che quello che vediamo nelle foto non è la rappresentazione di quello che vedrebbe il nostro occhio, ma un range di frequenze delle onde elettromagnetiche che spesso non possiamo vedere, come l'infrarosso e i raggi-X. Ad esempio questa bellissima immagine della galassia Arp 299 non la vedremo mai con i nostri occhi, perché tutte le parti in viola sono visibili solo grazie ad i raggi-X, mentre solo quelle bianche e marroni sono visibili da una persona (frequenze ottiche). Nella foto mancano le frequenze dell'infrarosso, che non sono state incluse.

Quello che dovete immaginare è che questi corpi celesti emettono tutti delle onde elettromagnetiche (radiazioni) che viaggiano nello spazio e giungono infine sulla nostra terra: per questo quello che vediamo in cielo la notte (e fuori città chiaramente...) non sono le stelle attuali ma quello che sono state in passato. 2XMM J143450.5+033843 dista 400 milioni di anni luce da noi, quindi la luce ci ha messo 400 milioni di anni ad arrivare qui sulla terra, quindi significa che stiamo osservando quello che fu questa galassia 400 milioni di anni fa.

FONTE: phys.org
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