Curiosity trova gli indizi di un drastico cambiamento dell'ambiente marziano

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Gli scienziati della NASA hanno trovato una vasta diversità di minerali nei campioni di rocce raccolti dal rover Curiosity nello strato più basso del Mount Sharp di Marte. Questa scoperta suggerisce che le condizioni nell'ambiente acquatico marziano sono cambiate con il passare degli anni.

Il famoso robot Curiosity ha iniziato il suo viaggio sul pianeta rosso il 6 agosto 2012 con l'obiettivo di studiarne il suolo, per capire se è mai stato in grado di sostenere la vita. Nel 2014 ha raggiunto i piedi del Mount Sharp (monte Sharp) ed ha raccolto la roccia che si è accumulata in strati, all'interno di un lago antico, circa 3,5 miliardi di anni fa. Grazie all'analisi del suolo tramite onde elettromagnetiche alla frequenza dell'infrarosso si è scoperto che i minerali sono così diversi l'uno dall'altro da far pensare che la zona abbia subito cambiamenti drastici in tutti questi anni.

I 3,5 miliardi di anni dei campioni trovati corrispondono al periodo di formazione della vita sulla terra, anche da qui l'interesse degli scienziati nell'analisi di questi minerali: forse in quel periodo Marte era in grado di ospitare vita così come si è sviluppata nel nostro pianeta. I campioni di roccia estratti vicino Mount Sharp provano l'esistenza di acqua con diverso pH e condizioni di ossidazione differenti.

I campioni trovati più in basso si sono formati da una sorgente di magma primitiva essendo ricchi di magnesio e ferro, simili al basalto delle Hawaii. Salendo in altezza i minerali sono invece più ricchi di silicio. Alcuni campioni al Telegraph Peak (guardate la foto in basso per orientarvi) sono simili al quarzo e in altri casi si è trovata della tridimite, che sulla terra si forma con la fusione parziale della crosta terrestre o nella crosta continentale: quest'ultima scoperta è strana perché non risulta il modello della tettonica della placche sul pianeta rosso.

In corrispondenza della Confidence Hills e della Mojave 2 i minerali sono argillosi, formatisi in presenza di acqua con un pH all'incirca neutro. Questi ultimi sono un ottimo indicatore per scovare la presenza di vita nel passato. Sempre nella stessa regione è stata trovata jarosite, un sale che si forma in soluzioni acide, che può far pensare alla presenza di fluidi acidi in tempi remoti. Infine alla base del Mount Sharp è stata rinvenuta ematite, ossido di ferro, e in cima Curiosity ha trovato della magnetite, che ha una concentrazione di ferro più alta, nonche intense proprietà magnetiche. Questi ultimi suggeriscono molto sulla potenziale ossidazione delle acque.

Nell'articolo pubblicato su Earth and Planetary Science Letters gli scienziati propongono due ipotesi che spiegano la grande varietà di minerali trovata: alla base della montagna le acque si sono ossidate, quindi o c'era un eccesso di ossigeno oppure altri fattori sono intervenuti in questo fenomeno. In particolare si pensa che dopo la formazione delle rocce sedimentarie le acque acide nel sottosuolo si sono spostate sulla superficie portando alla formazione di jarosite ed ematite. In queste condizioni ci sarebbero state le basi per la vita microbica. In seguito Marte avrebbe perso la sua atmosfera e quindi l'acqua sul suo suolo, che ora è presente solo in forma ghiacciata sui due poli del pianeta.

Mentre gli scienziati indagano su queste teorie, il rover Curiosity sta proseguendo la sua scalata del Mount Sharp.

FONTE: phys.org Quanto è interessante?
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