Danny Lange di Unity Technologies spera di portare le IA moderne nei videogames

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Danny Lange, vicepresidente della Unity Technologies (azienda che ha creato il motore grafico Unity), ha espresso il suo desiderio di portare nel mondo dei videogames le IA moderne basate sul Deep Learning.

Mentre altri settori industriali si stanno adoperando per implementare le IA, quello dei videogames non sta facendo passi in tal senso. Lange vuole cambiare questa tendenza, perché crede che l'attuale pigrizia degli sviluppatori sia dovuta al ruolo che la parte creativa ed artistica ha nei videogames.

Le nuove IA basate sul Deep Learning fanno parte in generale del Machine Learning (in italiano, apprendimento automatico), ovvero un insieme di algoritmi che sono in grado di analizzare i dati che hanno in input per cambiare il loro output dinamicamente. Per farla breve, queste IA possono imparare in base ai propri errori ed agire in maniera più o meno autonoma ed imprevedibile a seconda dei casi.

Già altri ricercatori stanno raccogliendo database enormi basati sulle sessioni di gioco di gamer per addestrare le AI a batterli, oppure ideando delle tecniche per battere intelligenze artificiali di vecchi giochi come Ms.Pacman.

Secondo Lange i creatori vogliono avere pieno controllo sulla storia per realizzare giochi che non sfuggono al loro calcolo e che garantiscano ai giocatori l'esperienza che gli sviluppatori stessi hanno voluto. Una IA basata su Deep Learning è invece quanto di più imprevedibile si possa concepire e per questo non verrebbero ancora implementata in un videogioco.

Eppure Danny Lange crede che l'introduzione di una IA possa aiutare lo sviluppo di un videogioco automatizzandone i processi più complicati: ad esempio la creazione degli NPC (non playable character), alquanto complessa se devono reagire diversamente in base agli eventi che accadono nel corso di una partita. Ad esempio negli open-world bisogna prevedere che ogni personaggio cambi i propri dialoghi a seconda di come si evolve la storia o delle scelte che il giocatore ha compiuto: questo processo verrebbe automatizzato implementando una IA basata sul Deep Learning. Per contro gli sviluppatori avrebbero meno controllo su quello che fanno gli NPC o sui pattern che decidono degli avversari in uno FPS o TPS, che sarebbero in grado di studiare letteralmente i movimenti del giocatore per batterlo.

Implementare il Deep Learning concederebbe più tempo agli sviluppatori di occuparsi dei processi artistici dietro al gioco senza perdere troppo tempo nel programmare gli NPC secondo Lange, che ha affermato: "Gli NPC non dovrebbero prendere il controllo, dovrebbero essere uno strumento per creare una storia che sia eccitante".

Attualmente un altro limite è sicuramente la tecnologia dietro le attuali console e i PC, ancora poco "potente" per poter implementare un algoritmo di Machine Learning complesso in tempi rapidi. Non a casa NVIDIA ha presentato nuove soluzioni, come l'architettura Volta, per il calcolo parallelo basato sulle GPU, più efficiente rispetto a quello sequenziale di una CPU per il Deep Learning.

In fondo alla news trovate il podcast intero di Danny Lange.