Effetto WannaCry: il Bitcoin ora vale 1.700 Dollari

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L’effetto WannaCry, il ransomware che nel corso dello scorso fine settimana ha seminato il panico nel mondo dell’informatica, si fa sentire anche in economia. Come rivelato dal molti siti, infatti, la cryptovaluta, utilizzata dagli hacker per chiedere il riscatto dei computer infettati, ha raggiunto un nuovo piccolo a tre giorni dall’attacco.

Nella giornata di ieri, infatti, il Bitcoin ha chiuso a 1.700 Dollari, la valutazione più alta di sempre. Il motivo è facilmente intuibile: molte persone, spaventate dall’attacco, hanno scelto di pagare il riscatto, andando a comprare la moneta virtuale sui vari canali, il che ha provocato una richiesta più elevata che a sua volta ne ha fatto aumentare il valore.
Giacomo Zucco, uno dei maggiori esperti in Italia in materia di Bitcoin, parlando con l’AGI, ha affermato che “non è da escludere un ruolo di Wannacry in questo rialzo, ma è presto per valutarne l’impatto. Sul lungo termine potrebbe essere anche negativo. Se è vero che molti saranno costretti a pagare il riscatto in Bitcoin, è anche vero che chi ne beneficerà non potrà vendere subito e troppo facilmente le monete pagate dalle vittime”.
Nel frattempo, ancora non sono emerse molte informazioni sulla matrice dell’attacco, ma secondo alcune indiscrezioni, nel codice sorgente del ransomware sarebbero stati trovati legami misteriosi con la Corea del Nord, che a questo punto sembra essere la principale indiziata, sebbene prove reali ancora non ne siano state trovate.