Gli host di AirBnB saranno sottoposti ad un test per verificare se sono razzisti

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Succederà in California dove l'amministrazione potrà intervistare alcuni host selezionati su base casuale, per verificare se questi effettuano discriminazioni su base razziale nel decidere chi accettare o meno come proprio ospite.

Si tratta del primo accordo del genere stretto da AirBnB con una istituzione politica e, nel caso specifico, tra la compagnia e il Dipartimento al "Fair Employment and Housing" dello Stato della California.

AirBnB è da tempo sotto il mirino dell'opinione pubblica dopo lo scoppio di numerose polemiche aventi per oggetto la presunta tendenza degli host a discriminare gli afroamericani. In altre parole: se sei di colore sarebbe molto più probabile vedersi rifiutata la richiesta di pernottamento. AirBnB, lo ricordiamo, non è un servizio alberghiero tradizionale ma si limita a mettere in contatto proprietari di case e turisti che desiderano soggiornare in una città per un breve periodo. Fatta la richiesta da parte di questi ultimi, sta al proprietario decidere se accettarla o meno.

Ora le autorità californiane potranno spacciarsi per potenziali acquirenti, creando finti account di persone appartenenti a minoranze etniche, e quindi raccogliere informazioni sugli affittuari che abbiano già ricevuto segnalazioni per presunta condotta discriminatoria. Tuttavia, controlli potranno essere svolti solo sulle persone che abbiano caricato sulla piattaforma almeno tre appartamenti. Un requisito che riguarda poco meno del 10% delle persone iscritte ad AirBnB. Difficile, dunque, che la misura si dimostrerà particolarmente efficace.