Gli smartphone del futuro avranno gli schermi olografici, lo dice una ricerca

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In un futuro non troppo prossimo, per visualizzare e creare ologrammi non sarà più necessario un visore dedicato, ma basterà avere un semplice smartphone. Lo sostiene una ricerca pubblicata dall’Università RMIT di Melbourne, in Australia, che ha sviluppato quello che è definito l’ologramma più sottile al mondo.

Il prototipo, visualizzabile attraverso il filmato, potrebbe risolvere molti problemi di progettazione e produzione e potrebbe essere anche adottato come componente hardware vero e proprio, il che potrebbe fare da apripista ad un nuovo tipo di tecnologia per un mercato che, mai come di recente, è stanante.
La trasformazione degli ologrammi in prodotti di consumo è da sempre una delle sfide più interessanti e difficili che si sono trovate di fronte le società che operano nel settore della tecnologia. Gli ologrammi, quelli a laser, si basano sulle fasi della luce, che deve percorrere una determinata distanza per creare un oggetto tridimensionale su un piano bidimensionale. Un display olografico deve essere sottilissimo per poter portare a termine il proprio compito, e quello sviluppato dai ricercatori è 1000 volte più sottile di un capello umano.
La squadra è stato in grado di sviluppare il suddetto ologramma utilizzando quello che viene chiamato isolante topologico, ovvero un materiale che agisce come un conduttore in prossimità della superficie, ma che internamente è un isolante. La differenza dell’indice di rifrazione crea una cavità ottica in cui la luce può rimbalzare all’interno di una pellicola sottile, come se avesse una zona più ampia, proprio come gli ologrammi tradizionali.
La prossima sfida per i ricercatori sarà di trasformarlo in una forma più rigida che può essere inserita in uno smartphone.