HTC alla deriva, molti dirigenti lasciano l'azienda

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Il 2013 sembrava dovesse essere l'anno della riscossa per HTC, grazie ad un prodotto di grande qualità, lo smartphone ONE, e ad una serie di modifiche a livello di marketing che avrebbero dimostrato la forte volontà dell'azienda di tagliare con il passato. I taiwanesi stanno solo ora raccogliendo qualche frutto delle, forse, tardive contromosse ad una crisi che li aveva colpiti in pieno. Attualmente i conti della società asiatica risultano ancora in rosso, nonostante le vendite del ONE stiano iniziando a lievitare, ma soprattutto è l'intero staff dirigenziale a manifestare malcontenti e, in qualche caso, a lasciare l'incarico.

Kouji Kodera, (ex) Chief Product Officer, ha lasciato la sua poltrona la scorsa settimana: era l'uomo responsabile della strategia generale sui prodotti a marchio HTC,non un semplice dirigente, e non è questo un caso isolato. Jason Gordon, Vice Presidente della comunicazione globale; Rebecca Rowland, global retail marketing manager; John Starkweather, direttore del marketing digitale, ed Eric Lin (suo il tweet che potete vedere in calce alla news) product strategy manager, se ne sono tutti andati nel corso degli ultimi tre mesi. Come potete constatare, sono figure bene o male legate al marketing più che all'hardware/software, a testimonianza del fatto che il problema di HTC non è tanto nella realizzazione e ideazione dei prodotti, ma in tutto ciò che le ruota attorno. Uno degli insuccessi della società, almeno recentemente, è quell'HTC First, denominato "Facebook Phone", che doveva essere il punto di riferimento per coloro che volevano provare il launcher di Zuckerberg in base ad un accordo di esclusiva, ma che ha fallito miseramente. L'esclusiva infatti, è terminata il giorno stesso della sua commercializzazione, visto che Facebook Home è stato reso disponibile sul Play Store immediatamente dopo la presentazione, mentre il suo prezzo con contratto è stato tagliato da 99 dollari a 99 centesimi. Una vera e propria debacle. A questo punto tutto l'ambiente si attende anche l'abbandono della nave da parte del CEO, Peter Chou, che ha fortemente insistito per la commercializzazione del ONE nonostante ci fossero gravi problemi di forniture.
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