HTC in crisi: si pensa a cessione intera compagnia o vendita reparto Vive

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Che HTC non stia nuotando in acque esattamente tranquille è cosa nota, dato il crollo rovinoso degli ultimi anni. Ora si pensa alla creazione di una società ad hoc per il reparto Vive VR. Ipotizzata anche una cessione dell'intera compagnia.

Il produttore taiwanese sta valutando seriamente diverse opzioni per rimettersi in sesto, una mossa dovuta dato il crollo della compagnia negli ultimi cinque anni. L'azienda si sta rivolgendo ad alcuni consulenti –riporta Bloomberg– per trovare una via d'uscita dalla situazione in cui si trova.

Così, tra le opzioni, ci sarebbe anche quella di vendere baracca e burattini cedendo la compagnia intera, oggi quotata a 1.9 miliardi di dollari. Una soluzione improbabile, nota Bloomberg, considerando che HTC ha mani in davvero troppi settori –in alcuni con profitto, in altri meno– per essere appetibile.

Altra ipotesi è quella di vendere la divisione dietro al visore per la virtual reality Vive, o di staccarla dalla casa madre per farne uno spinoff indipendente. HTC, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe avuto modo di trattare già con alcuni potenziali acquirenti, tra cui Alphabet di Google.

Il motivo della crisi? Per Ramon Llamas, ricercatore di IDC, sarebbe da attribuire ad Apple e Samsung che "hanno reso troppo complicato rimanere al vertice del mercato, mentre le cinesi hanno occupato fascia media e low cost".

Al momento non sarebbe stata presa nessuna decisione finale, potrebbe darsi che alla fine HTC decida di non è ffettuare alcun cambiamento strategico. HTC e Google non hanno rilasciato alcun commento sulle indiscrezioni di Bloomberg.