I droni potrebbero salvare delle vite trasportando i defibrillatori

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Dei molteplici usi dei droni abbiamo già parlato in passato su queste pagine. I velivoli infatti oltre ad essere usati per scopi militari e ricreativi, possono anche salvare delle vite, come dimostrato di recente da una ricerca condotta.

Uno studio, infatti, ha simulato il trasporto di un defibrillatore da parte di alcuni droni, ed ha stimato un tempo di trasporto inferiore di 16 minuti rispetto ai classici servizi di emergenza come le ambulanze.
Jacob Hollenberg, il direttore del centro di rianimazione di Stoccarda, che ha condotto lo studio, parlando al Guardian ha affermato che “l’arresto cardiaco è una delle principali cause di morte al mondo. Ogni minuto è cruciale. Anzi, oserei dire ogni secondo è cruciale. Ogni minuto che passa dal collasso e la rianimazione cardiopolmonare o defibrillazione fa diminuire del 10% le speranze di sopravvivenza. E dopo 10-12 minuti ogni intervento è vano e le possibilità di sopravvivenza sono pari a zero. C’è una differenza enorme dall’usare il defibrillatore entro i primi minuti. Anche se si migliora il tempo e la velocità delle ambulanze in questo tipo di situazioni, è comunque troppo tardi. Solo uno su dieci sopravvive”.
Il drone da 5,7 chilogrammi sviluppato dall’Agenzia dei Trasporti Svedese è riuscito a portare un defibrillatore da 763 grammi ad una velocità massima di 75 chilometri orari.