I nuovi documenti di Snowden rivelano che Apple sarebbe stata spiata dalla CIA per anni

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Secondo un nuovo rapporto pubblicato dall'Intercept, alcuni ricercatori che lavorano per la CIA avrebbero lavorato per diversi anni su Apple. I documenti, forniti dall'ex analista dell'NSA Edward Snowden, parlano di una serie di iniziative messe in atto dall'agenzia governativa nel tentativo di rompere le chiavi di crittografia presenti nei sistemi Apple,  ed Xcode, il software utilizzato per creare la maggior parte delle applicazioni di iOS.

La relazione non contiene informazioni in merito a questa specie di raid inviato contro i sistemi della Mela, ma mette comunque in evidenza la battaglia in corso tra le agenzie di sicurezza nazionale e le società che operano nel mondo della tecnologia, e dimostra ancora una volta che le dichiarazioni rilasciate da più persone appartenenti ad organi governativi, oltre che dal presidente Obama, altro non sono che di facciata. Di recente, infatti, il numero uno della Casa Bianca ha criticato duramente la Cina per il provvedimento che costringe le aziende tecnologiche ad installare nel backdoor dei dispositivi un software per la sorveglianza.
I ricercatori di sicurezza, comunque, già da tempo hanno messo in guarda i colossi come Apple e Microsoft. Nel 2012, infatti, si tenne una conerenza sponsorizzata dalla CIA nel corso del quale fu mostrata una versione modificata di Xcode, che permetterebbe alle spie di spiare i dati presenti su iPhone ed iPad e disattivare le funzioni di sicurezza di base presenti sugli iDevices.
Un'altra presentazione, a parte, ha mostrato come un aggiornamento di OS X modificato potrebbe essere utilizzato per installare keylogger sui computer Mac. Nel 2011 furono discussi anche diversi metodi per hackerare i Group ID (GID), una delle chiavi di crittografia che inserisce Apple sui propri dispositivi mobili, tramite un sistema ad emissioni elettromagnetiche che permetterebbe di estrarre le chiavi.
Nei documenti non vi è alcun riferimento a questi metodi, ma si capisce che la CIA ed altre agenzie starebbero facendo di tutto per rompere il muro della protezione imposta dai colossi tecnologici.
Steven Bellovin, professore d'informatica presso la Columbia University, che in passato ha anche lavorato per l'FTC, ha affermato quanto segue: “non sono sorpreso da quello che stanno facendo le agenzie d'intelligence per ottenere le informazioni degli utenti. Stanno andando dove ci sono le informazioni, anche a costo di fare cose amorali”.