I siti con streaming di film non sono illegali, lo stabilisce una sentenza

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Direttamente dal nostro paese arriva una sentenza storica per il mondo del web e dello streaming online. Il Tribunale di Frosinone infatti ha emesso una sentenza che a sua volta ha annullato una sanzione di quasi 600 mila Euro a carico dei gestori di alcuni siti web che consentivano di vedere film in streaming online.

Una decisione che è stata accolta con favore dall’avvocato Fulvio Sarzana, difensore del gestore di siti web come filmakers.biz, filmaker.me, filmakerz.org e cineteka.org. Il legale, parlando con Repubblica.it, ha affermato che "finalmente un giudice ha riconosciuto che non è automatica la violazione del diritto d'autore se un sito ospita link a streaming di film e musica su internet, anche con banner pubblicitari, se non è chiaro il fine di lucro”.
Marco Scialdone, docente in Digital Copyright presso l’Università di Roma, ha lasciato trasparire entusiasmo per la decisione che “ha ristabilito lo stato di diritto nelle questioni relative al Copyright. Il giudice per la prima volta ha riconosciuto che se non ci sono prove sufficienti, un sito web non può essere chiuso ed il suo gestore multato”.
Il giudice ha accolto il ricorso contro un’ordinanza che prevedeva il pagamento di circa 600 mila Euro a causa della violazione dell’articolo 171 della legge n.633 del 22 Aprile 1941, in quanto “presuppone la comunicazione al pubblico a fini di lucro di un'opera protetta dal diritto d'autore, o di parte di essa, attuata mediante la sua diffusione in un sistema di reti telematiche, attraverso connessioni di qualsiasi genere. Con l'espressione 'a fini di lucrò deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto. Ne consegue che, al fine della commissione dell'illecito in esame, deve essere raccolta la prova dello specifico intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa”.
Le associazioni di categoria, però, sono già pronte a presentare ricorsi per invertire la decisione.