I tablet partecipano alla lunga corsa dei prezzi verso il basso

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Ricordate i netbook? Esattamente. Due anni fa i netbook non potevano sbagliare. Rappresentavano il futuro, un modo per lavorare in viaggio su un laptop dalle dimensioni di un libro tascabile. Alla fine, i produttori li hanno considerati un ottimo modo per ricavare utili da una linea di prodotti moribondi. Secondo John Biggs, firma del sito web TechCrunch, la stessa situazione si sta ripresentando nel mercato dei tablet. Per molto tempo è stata una gara tra pochi cavalli di razza, come Samsung, Apple e Motorola. Queste aziende hanno prodotto tablet e li hanno venduti al massimo dei prezzi, poichè erano gli unici protagonisti di un mercato ancora agli inizi. Tuttavia, con il lancio del Kindle Fire prima, e del Nexus 7 più recentemente, le porte hanno iniziato a spalancarsi, con le conseguenze che tutti noi oggi vediamo: una drastica riduzione di prezzi, ma anche di qualità e valore.

La formula è semplice: un gruppo di prodotti diventa popolare. Le aziende più grosse rendono i prodotti relativamente costosi, basandosi su una buona qualità e design. I primi clienti divorano il mercato, seguiti da un'approvazione popolare. Poi tutti dispongono del prodotto, in questo caso di un tablet. Vengono assunte diverse posizioni in base ai vantaggi di un tipo di tablet o dell'altro. Iniziano le cosiddette "flame wars". Poi la gente smette di preoccuparsi.  Come evidenziato dalle mediocri recensioni del Samsung Galaxy Note 10.1 e dalle riconsegne di molti Nexus 7 guasti, è chiaro che il segmento del mercato dei tablet sta perdendo redditività. La qualità costruttiva e l'attenzione nella progettazione sono in calo. I tablet di ieri, come lo Xoom o il Kindle stanno cedendo il passo a prodotti più economici, progettati in modo che i clienti pensino di fare un affare. I produttori si rendono conto di colpire gli utenti usando il magico prezzo di 199$, ma più si scende con il prezzo, più la qualità, ovviamente, diminuisce. Questa spirale continuerà fino a quando le aziende inizieranno a vendere prodotti di ultimissima generazione a meno di 200$. Ovviamente è bello avere a disposizione più scelte dal prezzo ridotto, ma un prezzo basso senza valore intrinseco rappresenta il male per il consumatore. Il valore di rivendita, per esempio, è un ottimo indicatore della domanda complessiva, e nessun modello del passato recente mantiene il proprio valore per più di pochi mesi. Ad esempio, il costo di un Toshiba Excite nuovo si aggira intorno ai 400$, mentre un usato è venduto al massimo a 250$. Un calo dei prezzi del genere può essere visto in quasi tutti gli altri tablet di valore simile. Secondo Biggs, le modalità della "morte" dei tablet non saranno le stesse dei netbook. Questi ultimi sono stati selvaggiamente messi da parte, tanto che non sono riusciti a sopravvivere. I tablet invece, rimarranno con noi ancora molto tempo. Il problema, come descritto precedentemente, sarà la loro stagnazione e la conseguente perdita di valore e qualità. Un ulteriore problema potrebbe presentarsi nel momento in cui inizieranno a calare i profitti. I produttori di tablet potrebbero allora basarsi su hardware più economici e convenienti, pur mantenendo un prezzo alto. Fare delle prognosi del genere è difficile, soprattutto per prodotti all'inizio del proprio ciclo di vita. I produttori possono sia raggiungere un grande successo, nonostante dei costi di realizzazione del prodotto molto alti, è il caso del noto rumor del prezzo di 199 $ del Surface, sia vendere tanto mediante una riduzione  dei costi. Ovviamente la tendenza è andare al ribasso, finchè il prodotto rimane un elemento irrilevante.
I tablet partecipano alla lunga corsa dei prezzi verso il basso