Il cacciatore di neutrini italiano ICARUS arriva in America al Fermilab

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Dopo ben 6 settimane di viaggio, documentate da Everyeye in tutte le sue tappe, il cacciatore di neutrini Icarus ha finalmente concluso il suo lungo viaggio dall'Italia all'America, giunto finalmente al Fermilab vicino Chicago.

Chi ha seguito l'hashtag #IcarusTrip sui social network sa già che il gigantesco rilevatore di neutrini, lungo 18 metri con un peso di 120 tonnellate, è partito del laboratorio INFN del Gran Sasso, si è fermato al CERN di Ginevra per manutenzione ed aggiornamenti, è stato separato in due moduli ad Anversa per poi essere imbarcato ed è finalmente giunto al porto di Indiana-Burns Harbor a sud del lago Michigan. Da lì è ripartito via terra per arrivare finalmente al Fermilab, segnando un'importante collaborazione internazionale che ha l'obiettivo di rendere il laboratorio americano il centro di riferimento mondiale per lo studio sui neutrini.

I neutrini sono particelle tra le più elusive che conosciamo, poiché di massa piccolissima e caratterizzati da un'interazione elettromagnetica nulla, ma anche tra le più abbondanti nell'universo. Se la nostra conoscenza verso questo tipo di materia è molto bassa è perché interagiscono poco con il resto della materia e servono degli strumenti dedicati come appunto Icarus.

Secondo il Modello Standard della fisica sono 3 i neutrini noti, neutrino elettronico, muonico e tauonico, ed un quarto è stato teorizzato e cercato da tempo. Così ne parla Angela Fava, una scienziata del progetto Icarus che si trova al Fermilab: "abbiamo degli indizi sull'esistenza di un quarto tipo di neutrino, ma non l'abbiamo mai rilevato fino ad ora. Il rilevatore di neutrini Icarus è finalmente arrivato per unirsi agli altri rilevatori per risolvere questo mistero che dura da molto tempo sull'esistenza di un quarto tipo di neutrino".

FONTE: cern
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