Il CEO di Microsoft risponde al ban di Trump citando la sua esperienza personale

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Tutte le società della Silicon Valley si sono apertamente schierate contro l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump in materia di immigrazione. L’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, per esprimere tutte le sue perplessità sull’ordinanza, ha citato la propria esperienza personale.

Nadella ha infatti citato le sue esperienze come immigrato ed ha sottolineato che “in qualsiasi società non deve esserci alcun posto per pregiudizi e bigottismo”.
Il CEO infatti è nato in India, salvo poi trasferirsi negli Stati Uniti per studiare informatica, ed ha rivelato in una lettera di essere passato attraverso il sistema di immigrazione americano, che gli ha permesso di diventare un cittadino a stelle e strisce. Nadella considera questo “un prodotto fondamentale, che rende gli Stati Uniti unici. E l’ingegnosità della tecnologia americana che mi ha appassionato sin da piccolo che ha reso possibile per me realizzare il sogno di intraprendere questo viaggio”.
Nadella è solo uno dei tanti leader del settore tecnologico a non essere nato in America, basti citare il fondatore di Google, Sergey Brin, che insieme alla propria famiglia si è trasferito da piccolo negli Stati Uniti provenendo dall’Unione Sovietica. Lo stesso è accaduto anche all’attuale CEO del motore di ricerca, Sundar Pichai.