Il piano del consulente di Putin per battere la Cina al gioco dei Bitcoin

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Dmitry Marinichev, già consigliere di Vladimir Putin per l'internet governance, ha lanciato il guanto di sfida alla Cina. Marinichev sta cercando di raccogliere 100 milioni di dollari in critpovalute. L'obiettivo? Spronare gli imprenditori russi a battere la Cina sul campo dei bitcoin.

La sua società, la Russian Miner Coin, ha avviato una ICO nel corso della quale rilascerà dei token a tutti gli investitori; i token daranno diritto al 18% dei guadagni generati dal mining, si legge sul Sole 24 Ore.

Una volta raggiunto l'ambizioso goal, la Russian Miner Coin userà il 10% dei finanziamenti per viluppare processori mentre il restante 90% sarà completamente investito nell'acquisto di attrezzatura per il mining. Per Marinichev , la Russia avrebbe tutte le carte in regola per rappresentare, da sola, il 30% dei "minatori" di criptovalute, ponendo un'inedita minaccia alla primazia della Cina.

La Russian Miner Coin ha dalla sua un vantaggio che la Cina ha, sicuramente, ma in termini sicuramente minori: il costo irrisorio dell'elettricità. Il vero discrimine trai Paesi dove minare è conveniente e quelli dove, come l'Italia, è semplicemente anti-economico sta proprio tutto qua. In Russia il prezzo si aggira sui 1,3 centesimi di dollaro per kilowattora, si legge sempre sul Sole 24 Ore. In Italia, per capirci, oscilla da tre a sette volte tanto a seconda dei vari fattori. Parliamo di prezzi addirittura più bassi di quelli cinesi. Si tratta di una scommessa notevole che potrebbe davvero sconvolgere gli equilibri attuali.