Il presidente di Samsung, Jay Y. Lee, respinge le accuse

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Nuovo capitolo per il caso che vede imputato il capo di Samsung, Jay Y. Lee, che a metà Febbraio è stato arrestato con l’accusa di aver corrotto alcuni funzionari del governo della Corea del Sud e per aver accettato alcune tangenti da aziende locali attraverso un amico.

Lo scandalo, col passare delle settimane, ha assunto sempre più contorni catastrofici, e le accuse mosse al dirigente del produttore coreano sono pesantissime.
Nella giornata di ieri, l’avvocato di Jay Y. Lee, ha fermamente respinto tutte le accuse a nome del suo cliente, nella prima udienza di quello che è già stato definito da tutti “il processo del secolo”. Lee non era presente in aula, in quanto gli imputati non sono tenuti ad assistere alle udienze preliminari, ma la sua difesa ha negato tutte le accuse, affermando che allo stato attuale non è presente alcuna prova evidente per dimostrarle.
Un avvocato, inoltre, si è anche scagliato contro le accuse vere e proprie, affermando che “al momento non è nemmeno chiaro che tipo di ordine abbia dato Lee Jae-yong. L’atto di accusa contiene delle dichiarazioni che creano pregiudizi alla corte, e ciò non è consentito dalla legge”.
L’udienza è durata circa un’ora ed ha visto la partecipazione di centinaia di persone.

FONTE: PA Quanto è interessante?
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