Il servizio di musica in streaming di Apple arriverà in ritardo a causa dell'interruzione delle trattative per l'acquisizione delle licenze

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In base a quanto pubblicato oggi dal New York Times, il servizio di musica in streaming di Apple, previsto da rumor e media per il primo trimestre del 2013, sarebbe stato rimandato ai mesi estivi. Secondo il giornale americano, alla base di questo ritardo, ci sarebbero i già noti problemi di accordo con le case discografiche per le licenze. Cupertino è comunque riuscita ad ottenere molte delle licenze di cui aveva bisogno per l'avvio del progetto, grazie all'ASCAP e alla BMI, due organizzazioni che gestiscono l'utilizzo dei diritti musicali collettivi. Sony però, si è recentemente ritirata da queste organizzazioni, rendendo necessario un confronto diretto.

Le difficoltà di Apple sarebbero comunque legate anche ad altri fattori. Le case discografiche infatti, non accetterebbero i sei centesimi pagati dalla Mela per ogni gruppo di 100 canzoni che viene ascoltato dagli utenti. In effetti, se pensiamo che Pandora paga 12 centesimi per lo stesso numero di brani ascoltati, mentre Spotify addirittura 35 centesimi, è comprensibile veder saltare le contrattazioni. Inoltre, la risposta delle case discografiche all'offerta di Apple non si sarebbe limitata al rifiuto dei sei centesimi, bensì pretenderebbero anche un "ticket" di ingresso per ciascun utente e una percentuale della pubblicità che Cupertino è intenzionata ad usare per pagare il servizio. Anche le royalty per l'ascolto delle radio in internet hanno rappresentato un tasto dolente per Apple. Pandora ha rivelato di aver pagato una cifra pari alla metà delle sue entrate nel 2011 solo per le royalty. Comunque, l'offerta di Apple dei sei centesimi per 100 canzoni ascoltate è solo una proposta d'apertura, quindi gli "scontri" tra l'azienda americana e le case discografiche saranno ancora molti. Nella giornata di ieri è emerso che Tim Cook e il CEO di Beats, Iovine, si sono incontrati per parlare del servizio di musica in streaming di quest'ultimo in arrivo nei prossimi mesi. Lo streaming di musica online è un settore di cui Apple ancora non si è interessata, soprattutto dal punto di vista dei piani tariffari da proporre al pubblico ("organizzazione del business"). Cook ha voluto evidentemente capire meglio come funziona questo "mondo" per poi decidere la migliore soluzione possibile una volta che tutti gli accordi con le case discografiche vengono chiusi.