Il Touch Tracking a 360 gradi dell’Oculus Rift potrebbe essere problematico

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Una delle caratteristiche più promosse dell’headset Oculus Rift consumer (CV1) è il tracking a 360 gradi. Viene alla luce però il fatto che esso potrebbe non essere proprio perfetto.

Infatti, sembra proprio che questa feature ha bisogno di una riscrittura totale per poter lavorare come dovrebbe al rilascio del device, che avverrà il prossimo anno.
La prima indicazione dei problemucci di troppo che affliggono il touch tracking ci è stata fornita da Job Simulator, una demo VR in cui siamo impegnati in compiti piuttosto quotidiani, come l’accensione del computer dell’ufficio o il portare le uova dal frigo al banco della cucina. E’ un’esperienza coinvolgente, e lo sarebbe ancora di più se l’Oculus Touch riuscisse a fare quello che attualmente l’HTC Vive riesce a fare molto meglio, e cioè il tracciamento quando l’utente si gira completamente in altra direzione. Con il Rift, la testa viene correttamente mappata grazie ai LED piazzati sul retro dell’headset, ma le mani non seguono affatto il movimento.

Questa difficoltà è stata fortunatamente già segnalata all’azienda, che per adesso raccomanda di piazzare i tracker fermi sulla scrivania. Con due di questi adagiati su una scrivania posta di fronte all’utente, il problema dovrebbe scomparire - o perlomeno essere fortemente attenutato. Palmer Luckey, il fondatore di Oculus, pensa che questo sia ok: “La nostra tecnologia è perfettamente capace (di lavorare, ndr), e non crediamo che molti consumatori utilizzeranno questo tipo di setup. Dobbiamo focalizzarci su un target, e l’interazione con i tracker sulla scrivania va bene con determinati tipi di interazioni, ma peggio con altre.”
Gli ingegneri di Oculus hanno però fatto sapere che il problema si può risolvere, e che la perdita della mappatura delle mani è indesiderabile.
Insomma, staremo a vedere come la questione andrà a finire.