Ipotizzato un nuovo modello che spiega la formazione del sistema Trappist-1

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Gli astronomi dell'università di Amsterdam hanno dato una spiegazione alla formazione del sistema planetario composto dalla stella Trappist-1 e i suoi sette pianeti orbitanti. L'articolo proposto è stato accettato e sarà pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Dopo la conferma che i sette pianeti grandi più o meno quanto la terra sono in risonanza orbitale, ovvero che si influenzano nel girare attorno a Trappist-1, ecco una teoria sulla loro possibile formazione: in sostanza si pensa che c'è un limite di distanza dalla stella detto linea di ghiaccio (ndr: in inglese ice-line) superato il quale l'acqua diventa ghiaccio; è proprio oltre quel limite che si sarebbero accumulati oggetti che insieme all'acqua avrebbero formato dei protopianeti. Il dubbio sulla formazione di questo sistema riguarda la presenza di pianeti di quella grandezza così vicini ad una piccola stella, che non segue le attuali teorie sulla nascita dei sistemi solari.

Il nuovo modello proposto per Trappist-1 descrive dei residui rocciosi ghiacciati che fluttuano dalla regione esterna in direzione della stella. Una volta che questi residui han superato la linea di ghiaccio la temperatura è più alta a causa della vicinanza con la stella e il ghiaccio comincia a sciogliersi: a questo punto tutti gli altri pezzi rocciosi ghiacciati che si avvicinano alla linea ricevono il vapore acqueo e si condensano insieme per formare un protopianeta. Ci si riferisce ad un protopianeta quando si parla di un pianeta nelle fasi della sua formazione che orbita nella nebulosa solare, ovvero in un agglomerato di polvere, idrogeno e plasma.

A questo punto il protopianeta si avvicina alla stella per effetto della gravità, perdendo parte delle rocce che si distaccano finché non raggiunge le dimensioni di un pianeta grande come la terra. A questo punto il pianeta si muove all'interno ancor di più lasciando spazio per la formazione di altri pianeti in maniera analoga.

Il punto più importante di questa teoria è il momento in cui i ciottoli superano la linea di ghiaccio e il vapore acqueo che rilasciano viene accumulato da altri residui rocciosi che si stanno avvicinando alla linea di ghiaccio: questo processo si è ripetuto sette volte finché il sistema di Trappist-1 non si è formato.

Chris Ormel dell'università di Amsterdam ha dichiarato: "il sistema Trappist-1 con i suoi sette pianeti è stata una scoperta sorprendente. Abbiamo lavorato sulle aggregazioni di ciottoli spazzati via dai pianeti per tanto tempo ed ora stiamo sviluppando questo nuovo modello della linea di ghiaccio. Grazie a Trappist-1 possiamo finalmente applicare il nostro modello!".

I ricercatori attualmente si stanno dedicando per migliorare il modello ed effettueranno le simulazioni per verificare cosa accade cambiando le condizioni iniziali del suddetto. Probabilmente la conferma di questa teoria potrà aiutarci a capire quanto il nostro sistema solare sia unico rispetto agli altri sistemi planetari.

FONTE: Phys.org
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