Jean Claude Juncker: "L'Europa non è pronta in caso di attacchi hacker"

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Il Presidente della Commissione, Jean-Claude Junker, è intervenuto nel Parlamento Europeo per lanciare un monito a parlamentari e Stati membri: non siamo pronti in caso di cyber attacchi, la Commissione propone nuovi strumenti per la sicurezza cibernetica".

L'utilizzo di strumenti informatici per attaccare e mettere in ginocchio un Paese non è più cosa da storiella sci-fi o da B Movie. I recenti attacchi, a partire da NotPetya, e le presunte influenze da parte della Russia nelle ultime elezioni occidentali ne sono una chiara prova.

Il problema è che, stando alle parole di Juncker, l'UE non sarebbe adeguatamente preparata a questo nuovo scenario, con la maggior parte degli Stati membri carenti sotto il profilo di agenzie, infrastrutture e strumenti adeguati per rispondere ad una seria minaccia informatica. E, ancora, non si tratterebbe di un problema di domani, perché i nemici dell'occidente hanno –verosimilmente– già adesso tutti gli strumenti idonei a costruire una seria minaccia. Che è come dire che i nemici dell'occidente hanno in dotazione un arsenale missilistico capace di seminare panico in Europa e non solo, poi, certo, uno scenario dove questo venga impiegato è uno scenario di guerra e di conseguenza meramente ipotetico. Il punto è che a quello scenario siamo preparatissimi, con adeguati strumenti di difesa sparsi in tutti gli Stati membri, ma nell'ipotesi che a caderci in testa non fossero missili, ma attacchi informatici indirizzati alle nostre centrali energetiche, ai nostri ospedali e via discorrendo, la questione si farebe tragica.

Ben si comprendono dunque le preoccupazioni del Presidente della Commissione europea che al Parlamento ha proposto l'istituzione di una Agenzia europea per la sicurezza cibernetica per aiutare gli Stati membri a difendersi. La Cybersecurity, non a caso, è la quarta priorità per il futuro dell'UE, in una lista che include cambiamento climatico e tenuta economica.

Si pensa, dunque –leggiamo su La Repubblica– ad un fondo comune in caso di attacchi come quelli che hanno colpito l'Ucraina, simile a quello che già è stato costituito per i disastri naturali. In secondo luogo, si vuole dare all'Enisa l'autorità per coordinare gli Stati membri in caso di cyberattacchi, avviando anche esercitazioni, e campagne di prevenzione per favorire l'adeguamento agli standard minimi di sicurezza da parte di aziende e istituzioni.