L'ex vertice FBI: "sempre più interferenze hacker russi nelle elezioni future"

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L'ex direttore dell'FBI James Comey predice un futuro estremamente nero per l'occidente: gli attacchi hacker russi si faranno sempre più forti nel corso delle prossime elezioni". Per Comey gli hacker non si sono limitati a violare le email dei democratici, ma avrebbero attaccato oltre 1000 target diversi.

Oltre mille organizzazioni americane private e governative sarebbero state colpite nell'obiettivo di influenzare le passate elezioni presidenziali. Lo rivela James Comey, ex direttore dell'FBI rimosso da Trump, chiamato a testimoniare nel corso delle indagini sulle ipotetiche interferenze russe che – si sospetta– avrebbero favorito la vittoria di Trump. Ad oggi non è ancora stata portata all'attenzione dei media una vera e propria pistola fumante e le indagini sono ancora lunghe, oltre che particolarmente delicate. Per questo motivo fintanto che non si avranno elementi schiaccianti sulla vicenda, è estremamente difficile capire cosa si inserisca nell'alveo delle illazioni e cosa, invece, in quello dei fatti comprovati.

Sta di fatto che Comey non ci ha pensato due volte a gettare ulteriore benzina sul fuoco, tirando le somme delle indagini da lui condotte prima che fosse rimosso dallo stesso Trump – cosa che ha fatto invocare da molti politici e opinionisti lo spettro di un impeachment presidenziale, anche se è presto per lanciarsi in ipotesi affrettate.

Come direttore dell'FBI Comey ha supervisionato le investigazioni di counterintelligence in merito alle violazioni degli account email istituzionali del Dipartimento di Stato e Casa Bianca.

Sempre sul tema, sentito dal NY Times, Graham Allison, scholar di Harvard di lungo corso specializzato in geopolitica e Russia ha dichiarato che "le cyber-intrusioni della Russia nelle recenti elezioni presidenziali sono un segnale di inizio di quella che quasi sicuramente sarà una vera e propria cyberwar in cui sia noi –gli USA ndr– che loro tenteremo di partecipare nella selezione del leader degli avversari". "La differenza", aggiunge, "è che l'America ha un sistema elettorale non truccato e questo ci rende ben più vulnerabili a questo genere di manipolazioni".