L'iniziativa della Cina: usare la blockchain per tasse e fatture

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La blockchain, la tecnologia dietro ai bitcoin che permette di tenere traccia di ogni transazione effettuata con la criptovaluta, potrebbe essere utilizzata in Cina per gestire tasse e fatture, con non pochi vantaggi per l'erario pubblico.

Non è la prima volta che si vuole usare questa tecnologia per scopi alternativi, già qua vi avevano raccontato di come Sony voglia usare la blockchain per tenere traccia del curriculum accademico di tutti gli studenti del Giappone.

L'iniziativa della Cina, tuttavia, giacché si parla comunque di monitorare transazioni economiche a fini fiscali, risulta sicuramente più vicina all'uso per cui la "catena" dei bitcoin è stata pensata. Anche se qualcuno potrebbe obiettare che la tecnologia è stata sviluppata per decentralizzare e usarla, al contrario, per dare forti poteri di controllo al Governo è esattamente, neanche troppo in senso lato, il contrario della filosofia alla sua base.

Ad ogni modo, si tratta di un progetto ambizioso che va nella direzione voluta da Pechino di digitalizzare il Paese (e che dà un sonoro colpo di grazia agli evasori fiscali). Scopo di questa vera e propria rivoluzione è anche quello di contrastare la corruzione, dato che le transazioni sono facilmente individuabili e tracciabili.

Al momento non si hanno ancora numerosi dettagli sui criteri e i tempi con cui verrà introdotta questa tecnologi, sappiamo solo che il Governo ha annunciato di volerla usare per la tassazione e per il rilascio delle fatture.

La Cina, a quanto pare, si conferma essere uno dei più importanti –se non proprio il più importante– stage di sperimentazione della blockchain.