L'NSA è riuscita ad identificare il creatore dei Bitcoin?

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Chi si celi dietro Satoshi Nakamoto, il leggendario creatore dei bitcoin, è un mistero che sembrava destinato a rimanere tale. Eppure l’NSA sembrerebbe essere riuscita nell’impresa di identificare il visionario creatore della criptovaluta, studiando il manifesto con cui i bitcoin furono annunciati al mondo.

Il Department of Homeland Security americano non ha voluto confermare il fatto di essere in possesso dell’identità di Nakamoto, tuttavia Alexander Muse in un interessante articolo su Medium ha rivelato di sapere per certo non solo che l’NSA abbia quantomeno una rosa di probabili “sospettati”, ma anche come l’agenzia sia arrivata a questa lista di nomi.

La pista seguita sarebbe semplicemente una: il manifesto di lancio della criptovaluta. Niente indagini a colpi di trojan, caccia al tesoro sul Deepweb o chi sa che avvincente diavoleria. Solo lo studio di quanto scritto nel manifesto, unica cosa che possiamo ricondurre con certezza al creatore della valuta digitale.

L’NSA avrebbe utilizzato un software per individuare le 50 parole più frequenti nel documento, dividendo poi il testo in 5.000 pattern di parole da analizzare individualmente, in modo da verificare la frequenza delle 50 parole comuni. La tecnica stilometrica utilizzata, chiamata "dello scrittore invariante", ha consentito, poi, di risalire ad una sorte di impronta digitale di Satoshi Nakamoto, rendendo possibile un confronto di questa con qualsiasi altro testo mai scritto.

Grazie al database in loro possesso –inclusi documenti privati condivisi nei principali fornitori di servizi internet– l’NSA avrebbe stilato una lista di possibili Satoshi Nakamoto, ognuno con un proprio valore probabilistico. Peraltro non è detto che il creatore sia una persona fisica, potrebbe benissimo essere un collettivo di attivisti.

Perché darsi tanta pena? Per la fonte di Alexander Muse, l’amministrazione Obama era preoccupata che i bitcoin potessero essere un’arma da usare contro gli States. Arma creata da Russia o Cina. Insomma, Satoshi Nakamoto altri non sarebbe che un’agente al servizio dei “nemici” dell’Occidente. Si tratta di un’ipotesi che non ha la minima conferma, di un semplice sospetto. Il creatore del bitcoin non ha violato nessuna legge esistente, e l’operazione dell’NSA andrebbe presa esclusivamente come un mezzo per verificare o smentire l’ipotesi del precedente Governo americano.