La Cina pronta a regolamentare i servizi di ridesharing

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I servizi di ridesharing, come Uber, sono al centro delle discussioni in varie parti del mondo a causa dellla presunta concorrenza sleale che scatenerebbero. E se diverse nazioni ancora non hanno affrontato il problema, in Cina il Ministero dei Trasporti ha presentato un progetto di regolamentazione per queste applicazioni.

Le aziende che vorranno operare nel mercato asiatico, infatti, avranno bisogno di un'assicurazione e di licenze speciali per operare, ed i conducenti dovranno impegnarsi per un solo servizio ed avere un certo livello di esperienza. I dati dovranno essere memorizzati all'interno della nazione e condivisi con le autorità. Inoltre, i veicoli dovranno essere in grado di ospitare sette persone o meno, in modo tale da non costituire concorrenza per gli autobus. Le regole però potrebbero essere soggette a cambiamenti (visto che sono aperte ai feedback del pubblico), ma i principi fondamentali resteranno immutati.
Uber dal canto suo ha già annunciato che richiederà una licenza, mentre Didi Kuaidi (la più grande azienda di ridesharing della Cina) ha intenzione di ottenere delle licenze specifiche per le città. Le regole sono in netto contrasto con quelle degli Stati Uniti, e la Cina potrebbe fungere come un vero e proprio laboratorio per la regolamentazione del ridesharing per le altre nazioni, come l'Italia, in cui nonostante il blocco imposto ad UberPop, la questione ancora non è stata affrontata dal parlamento e dal ministero.

FONTE: Engadget
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