La provocazione dell'UE: trattare Uber come una società di trasporti

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Un alto consigliere della Corte Europea, nel corso di un’audizione tenuta presso l’organo soprannazionale del Vecchio Continente, ha fatto il punto su Uber e sulle possibili norme per regolare la società americana in Europa.

Maciej Szpunar, l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, ha affermato che Uber non può “essere considerato un semplice intermediario tra conducenti e passeggeri, e proprio per questo debbono essere richieste le licenze ed autorizzazioni necessarie in base al diritto nazionale”. La decisione è stata emessa oggi e, almeno al momento, non è vincolante, anche se storicamente lo sono diventate. La sentenza finale però dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.
Szpunar ha anche affermato che Uber non può e deve essere considerata una piattaforma digitale, in quanto c’è la necessità di essere inquadrata come una vera e propria società di trasporto, nonostante le prenotazioni avvengano attraverso un’app per smartphone.
Immediata è arrivata la risposta della compagnia americana, in cui in una breve dichiarazione afferma che “essere considerata una società di trasporti non cambierà il modo in cui siamo regolati nella maggior parte dei paesi dell’UE. La decisione, però, potrebbe minare la riforma tanto necessaria delle leggi obsolete che impediscono a milioni di europei di viaggiare attraverso una piattaforma touch”.

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