Le domande troppo lunghe annoiano Siri

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Un aggiornamento effettuato da Apple sui server che gestiscono l’assistente vocale Siri, ha attivato una nuova funzionalità con cui verranno rimproverati, in maniera ovviamente ironica, gli utenti che porranno domande troppo prolisse. La feature introdotta non rappresenta nulla di irritante, ma semplicemente un escamotage per le domande che la voce robotica di iPhone e iPad non è in grado di comprendere e così, anziché comunicare all’utente di non aver capito la richiesta, Siri, citando autori famosi, prega il suo interlocutore di essere più sintetico. Le tre fonti presenti in cima alle soluzioni dell’assistente vocale di Cupertino, almeno per quanto riguarda il mercato statunitense, sono tre: William Strunk, Thomas Jefferson e Hawkeye, tutte accompagnate dalla domanda “Can you ask me that again, with fewer word’s”, ovvero “Puoi domandarmelo di nuovo con meno parole”?.

Una delle principali differenze tra Siri e altri assistenti vocali disponibili sui dispositivi mobili è l'intenzione della società di Cupertino di umanizzare quanto più possibile lo strumento, con una "voce" sempre ironica, che non perde mai occasione per una battuta di spirito o per scherzare con il suo proprietario. La scelta fatta da Apple, per un orientamento del servizio user-friendly, regala all'utente che interagisce con l'assistente vocale un sorriso che, nel contempo, consente alla società della mela di nascondere alcune mancanze che impediscono a Siri di essere completamente dotata di intelletto.