Lo scandalo Dieselgate si sposta in Corea: il governo accusa Nissan

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Si allarga sempre di più lo scandalo Dieselgate avente ad oggetto la falsificazione dei test relativi alle emissioni da parte dei produttori di automobili, che ha coinvolto non solo le case automobilistiche tedesche, ma anche Nissan.

Proprio il costruttore giapponese è stato accusato dal ministro dell'Ambiente della Corea del Sud di aver alterato le emissioni del crossover Qashqai a gasolio. Hong Dong-Kong ha infatti affermato che “tutti gli esperti che abbiamo contattato hanno dimostrato che si è trattato di una manipolazione che gestisce il sistema di riduzione delle emissioni”.
Durante i test, infatti, è stato dimostrato che il meccanismo relativo al trattamento dei gas di scarico verrebbe disattivato a trentacinque gradi, e non a 50°, come accade normalmente. Tra le auto esaminate solo la Qashqai avrebbe registrato questo risultato, mentre sulle altre non sono state mostrate alterazioni.
Nissan ha immediatamente respinto le accuse, e si è rifiutata di pagare la multa da 260.000 Euro notificata dal ministero, il quale ha obbligato il produttore a richiamare i nuovi Qashqai Euro 6 venduti da novembre in poi, annunciando anche delle ulteriori indagini per gli Euro 5. E' prevista anche un'azione legale nei confronti del responsabile per le operazioni coreane di Nissan, Takehiko Kikuchi.
Da parte del produttore però continuano ad arrivare smentite.