Motorola conferma Moto X, finora conosciuto come Google X Phone

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Il tanto chiacchierato Google X Phone esiste davvero, si chiamerà Moto X e sarà disponibile entro il mese di ottobre. Il device sarà prodotto a Fort Worth, in Texas, nello stesso impianto utilizzato in precedenza da Nokia per la realizzazione dei propri dispositivi; a confermare il tutto è stata la stessa Motorola, tramite un comunicato stampa pubblicamente condiviso in queste ore. Il Moto X, si apprende, sarà il primo smartphone “progettato, ingegnerizzato e assemblato negli USA”: nello stabilimento verranno impiegate circa duemila persone e Motorola spiega che “continueremo ad avere una rete operativa globale e questo non cambierà. Il partner produttivo globale rimane Flextronics e continueremo ad assemblare prodotti localmente in Cina e Brasile”.

L'amministratore delegato della società, Dennis Woodside, ha sfruttato il palcoscenico della conferenza D11 organizzata da All Things Digital per rilasciare le prime informazioni ufficiali sul nuovo smartphone Android top di gamma. Moto X sarà in grado di capire ciò che avviene intorno all'utente, sarà quindi un terminale estremamente intelligente, dotato di un display OLED prodotto in Corea del Sud, mentre la componentistica interna è stata costruita in Taiwan. Il terminale sfrutterà numerosissimi sensori integrati in maniera innovativa: "ci sono un paio di cose che stiamo facendo in modo diverso. Motorola è sempre stata brava nel gestire sensori ultra-low power, come giroscopi e accelerometri, e mantenerli in funzione tutto il tempo così che il dispositivo conosca differenti stati d'uso. Il Moto X sa quando è nella mia tasca e sa quando lo sto per estrarre. Potrei voler fare qualcosa, potrei voler scattare una foto, quindi lui attiva la fotocamera". L'azienda acquisita dal motore di ricerca nel mese di agosto dello scorso anno sta progettando un prodotto davvero innovativo, in grado di differenziarsi dalle proposte concorrenti presenti sul mercato: "immaginate quando siete in macchina, il dispositivo saprà che state andando a 60 miglia all'ora e che deve rispondere in modo diverso, in modo che possiate interagirvi in modo sicuro. Queste sono il tipo di cose che stiamo facendo con la tecnologia». L'amministratore delegato si è anche soffermato sugli eventuali problemi riguardanti l'autonomia della batteria, specificando che si tratta di «un enorme problema. Motorola ha alcuni dei migliori ingegneri e progettisti che hanno speso la loro vita su quel problema. Ci sono due processori nel dispositivo che creano un sistema che ti permette di fare cose del genere".