Niente multi-utente su smartphone Android, Google spiega il perché

di

Google, con l’introduzione di Android 4.2 Jelly Bean alla fine dello scorso anno, ha introdotto la gestione di più account sullo stesso tablet. Quest’ultima è sicuramente una funzionalità utile ed apprezza per chi è solito condividere il proprio device con colleghi o membri della propria famiglia; fino ad oggi, però, non si è visto nulla di simile sugli smartphone, nemmeno con l’arrivo della nuova release del sistema operativo dell’azienda di Mountain View e, a spiegarne il perché, è Dan Morril, ingegnere di big G: ”Perché non è del tutto chiaro come dovrebbe funzionare su un telefono, più precisamente per quanto riguarda la gestione di SMS e chiamate. Poniamo come esempio di avere uno smartphone condiviso e ricevere una chiamata. Chi risponde? L’utente corrente? Solo il proprietario del device? Se solo il proprietario può rispondere, suona anche se lo stanno utilizzando gli altri utenti?”.

Uno dei principali problemi, dunque, è rappresentato dalla gestione delle chiamate in arrivo, fattore che, ovviamente, non va preso in considerazione quando si parla di tablet: "È peggio annoiare l'utente corrente con un telefono che suona a cui non può rispondere, oppure è peggio per un padre perdere la chiamata del proprio capo perché il figlio gioca ad Angry Birds? Inoltre, cosa fare con la cronologia delle chiamate? Le telefonate devono essere visualizzate solo dall'utente che utilizza il telefono al momento della chiamata, solo dal proprietario oppure per da entrambi?" Sia la cronologia delle chiamate, che l'archivio degli SMS, costituisce un dato strettamente personale, e la sua condivisione potrebbe rappresentare un potenziale rischio per la privacy: "Le ricerche condotte tra gli utenti mettono in luce che, chiedendo a cinque persone diverse come dovrebbe funzionare, si ricevono sei risposte differenti. In altre parole, al contrario dei tablet i telefoni sono dispositivi personali, così abbiamo pensato che non sarebbe una funzionalità molto utilizzata. La possibilità di prestare lo smartphone a qualcuno per fargli utilizzare un'applicazione o due rappresenta ancora una buona prospettiva, ma non è questo lo scenario per cui è stata sviluppata la gestione multi-utente." Smartphone e tablet, in sintesi, rappresentano due diverse tipologie di dispositivi molto differenti, che richiedono modalità di condivisione altrettanto diverse: "Ad ogni modo, ora che Android 4.3 Jelly Bean ha migliorato la funzionalità su tablet, il nostro team potrebbe (forse) tornare a prendere in considerazione la questione smartphone. Con una sorta di "lockdown mode", in un cui il figlio può giocare ad Angry Birds con i propri punteggi. Probabilmente non vedrete però mai arrivare una modalità di condivisione completa dei telefoni (almeno nelle build originali), per le ragioni che ho spiegato".