Compresi nuovi meccanismi sulla formazione delle galassie

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Lo studio delle forma che assumono le galassie è un campo che molti scienziati esplorano nel proprio lavoro, fin da quanto Edwin Hubble ha proposto un suo schema di classificazione nel 1926. Recentemente alcuni scienziati hanno fatto delle scoperte che possono aiutare a capire i meccanismi di formazione delle galassie.

Si parla di un campo estremamente complesso che può far affidamento solo sulle simulazioni tramite computer: gli scienziati ipotizzano un meccanismo di formazione di una galassia, inseriscono tutte le equazioni e le condizioni iniziali in un simulatore su un computer e lo lasciano lì ad eseguire calcoli estremamente complessi che richiedono anche giorni. Se le condizioni poste come input portano ad un risultato che si avvicina alla forma della galassia oggi osservata allora si può concludere che le ipotesi siano corrette.

Potete pensare banalmente ad un videogioco concepito come simulatore: si ricreano tutte le leggi fisiche del caso per ricreare digitalmente l'ambiente esterno ad una galassia e si assiste letteralmente al meccanismo di nascita della stessa. Se le ipotesi di formazione sono esatte allora da un ammasso di gas si deve pervenire alla forma odierna della galassia.

Ad oggi gli astronomi pensano che le galassie a spirale (immagine in copertina) si sono formate da protogalassie (ovvero ammassi di gas) che girano intorno a sé stesse con velocità molto elevate. Eppure le simulazioni basate su questa teoria non conducono alla forma delle odierne galassie a spirale e mettono quindi in discussione l'idea iniziale.

Le galassie ellittiche (immagine in basso) si pensa che siano il risultato della fusione di più galassie e la loro forma attuale dipende dal contenuto di gas, la massa iniziale e i parametri della collisione. Il contesto è estremamente più complicato e quindi ancora oggetto di studio approfondito.

La nuova scoperta indica che il contenuto gassoso di due galassie che si fondono non è rilevante se queste hanno una massa relativamente bassa (in linea con la via lattea o minore), ovvero non influenza in maniera considerabile la morfologia della galassia risultante. Questo implica che nella fusione solo le galassie più massive influenzano la forma della galassia finale.

L'ambito necessita ancora di molto studio ed è necessario capire quale sia il ruolo della materia oscura. Se la nuova teoria sulla materia oscura come superfluido sarà utile alla comprensione dei meccanismi di formazione delle galassie lo scopriremo nei prossimi mesi (o anni).

FONTE: phys.org
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