Obama: "non potevo graziare Snowden, anche se era nei miei poteri"

di
Il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel corso di un’intervista rilasciata la scorsa settimana, ha fatto un bilancio della sua presidenza, parlando anche del caso NSA e Snowden, che ha portato non poco imbarazzo nel suo governo.

Non posso perdonare una persona che non si è presentata davanti ad un tribunale, è una cosa di cui preferirei non parlare. Penso che il signor Snowden abbia sollevato alcune preoccupazioni legittime. Ma lo ha fatto non seguendo le procedure e le pratiche della nostra intelligence” ha affermato il numero uno della Casa Bianca, che ha anche ribadito come alcune delle procedure messe su dall’NSA sono rivolte ad “avere un governo organizzato ed un sistema di sicurezza nazionale”.
Nel corso dell’intervista rilasciata per il Der Spiegel, Obama ha anche affermato che “Snowden dovrebbe presentarsi davanti alle autorità giudiziarie e presentare le sue argomentazioni, o per lo meno lasciarlo fare ad i suoi avvocati. Solo così si potrebbe avere una discussione su questi problemi”.
Si tratta della prima volta in assoluto in cui Obama ha commentato la vicenda Snowden, ed arriva a qualche mese di distanza dal lancio di una campagna che mira alla grazie presidenziale per l’ex analista dell’NSA.
Il direttore della campagna, Noa Yachot, ha affermato che “Richard Nixon non era ancora stato incriminato quando Gerald Ford l’ha graziato per tutti i reati contro gli Stati Uniti che potrebbe aver commesso nel corso della sua presidenza. Ed anche migliaia di uomini che hanno abbandonato la Guerra in Vietnam sono stati graziati incondizionatamente da Jimmy Carter nel suo primo giorno da presidente. Nel perdonare Snowden, il presidente Obama avrebbe lasciato un’eredità forte, mentre così ci porteremo avanti un abuso governativo anche per i prossimi quattro anni”.