ONG contro l'America: "non potete chiedere di sbloccare i device alla dogana"

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L'American Civil Liberties Union ha fatto ricorso contro il Governo federale americano dopo che un cittadino era stato fermato e costretto a sbloccare il suo iPhone per controlli, subito dopo il suo atterraggio in America. Aaron Gach, questo il nome della vittima dello Stato spione, era di ritorno da un'esibizione artistica in Belgio.

Al suo rientro all'International Airport di S. Francisco è stato subito sottoposto ad un interrogatorio da parte delle autorità, che lo hanno messo in stato di fermo e costretto a sbloccare tutti i suoi device.

Per l'ACLU si tratta di un abuso bello e buono, in particolare le autorità avrebbero violato il quarto emendamento della Costituzione, che impedisce al Governo di effettuare perquisizioni senza regolare autorizzazione giudiziaria. L'ONG sta quindi effettuando ricerche per verificare se si tratta di un caso isolato o se l'autorità dell'aeroporto è solita a simili abusi.

Gach era un'attivista politico, e l'ACLU sostiene che sua finito sotto l'occhio delle autorità proprio per via delle sue proteste contro la sorveglianza di massa dell'NSA e il sistema penitenziario americano. Stando a loro non si tratterebbe dunque di un controllo casuale.

Il tema della privacy garantita dalle tecnologie di crittografia degli iPhone non è nuovo ad essere oggetto di dibattito in America, dove già durante la strage di San Bernardino si parò a lungo sulla opportunità o meno di simili tecnologie, oltre che della possibilità da parte delle autorità di richiedere lo sblocco degli smartphone per verificarne il contenuto. Sul tema intervenne anche John McAfee.