Pagamenti POS: scattano le sanzioni per chi non si adegua

di
Dal 1 Settembre sono ufficialmente scattate le sanzioni per tutti quei commercianti che non si adeguano alla normativa che impone l’obbligatorietà dei pagamenti elettronici tramite Point of Sale (POS), ovvero il dispositivo che permette di pagare attraverso bancomat o carte di credito.

Secondo uno studio condotto da SosTariffe.it, l’Italia sarebbe in netto ritardo rispetto ai paesi del Nord Europa e Stati Uniti, ma il tutto sarebbe da imputare alle spese ed i canoni che gli esercenti devono pagare per i POS.

Nonostante l’obbligatorietà sia in vigore dal 2015, i dati in possesso di Confesercenti parlano di un aumento del 12% dei canoni e costi.

Inoltre, il rapporto, visualizzabile a questo indirizzo, afferma che “la scarsa diffusione dei POS è legata alla poca chiarezza sui costi di gestione e, soprattutto, ai costi di installazione e utilizzo del dispositivo che è tutt'altro che gratuito per i commercianti del nostro Paese”.

Il costo d’acquisto del terminale è di 61,7 Euro per quello mobile e 77 Euro per quello tradizionale, il 13,7% in più rispetto al 2015. Il canone mensile, invece si aggira intorno ai 24,1 Euro per il POS sulla linea fissa, e 13,7 Euro su quello mobile, il tutto a fronte di un aumento di circa il 10,7%. La stangata vera e propria però riguarda la percentuale dovuta su ogni transazioni.

E’ chiaro che queste variano a seconda della tipologia di carta scelta dal clienti. Per le carte di credito si parla del 2,5%, mentre per i bancomat l’addebito varia da 1,88% dei bancomat tradizionali all’1,95% di un POS mobile.