Panasonic presenta i nuovi proiettori PT-DZ780

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Il 2015 della divisione Visual System Solutions di Panasonic è iniziato nel migliore dei modi. A soli pochi mesi dal suo ingresso ufficiale sul mercato, la nuova serie di proiettori DLP da 1 chip ad alta luminosità registra un positivo e crescente interesse da parte dei professionisti del settore.

Presentata per la prima volta in occasione di ISE 2015, la serie PT-DZ780 si distingue dall’offerta della concorrenza grazie a caratteristiche tecniche realmente avanzate che la rendono la più silenziosa della sua categoria. Caratterizzata da una tecnologia 1 chip DLP, la serie genera dai 7.000 agli 8.200 ansi lumen in base alla risoluzione e presenta una varietà di funzionalità esclusive, normalmente riservate ai proiettori top di gamma utilizzati per grandi eventi. La durata utile della lampada raggiunge 4.000 ore in modalità normale, ovvero il doppio rispetto ai modelli paragonabili, permettendo in questo modo una riduzione del costo totale di proprietà. La doppia lampada e la modalità Lamp Relay consentono un funzionamento continuo, 24 ore su 24, assicurando allo stesso tempo una riproduzione ininterrotta in caso di guasto di una lampada.

Grazie alla costante attenzione rivolta alle richieste dei propri clienti, Panasonic ha potuto sviluppare una soluzione end-to-end innovativa, che risponde perfettamente a numerose esigenze di applicazioni quali public display, digital signage e, non ultimo, educational.

Ed è proprio in ambito formativo che si apprezzano maggiormente le qualità funzionali e le caratteristiche tecniche di questo prodotto. In contesti specifici, in cui contenere il livello di rumorosità è fondamentale, poter fruire di proiettori da installazione estremamente silenziosi costituisce certamente un valore aggiunto, sia per chi impartisce una lezione, sia per chi la segue. La serie PT-DZ780 è in grado di ridurre le emissioni sonore ad appena 30db in modalità normale e a 28db in modalità Eco - garantendo al contempo la massima potenza luminosa -, grazie ad un sistema integrato di raffreddamento a liquido. In questo modo, il livello di rumorosità è ridotto al minimo, a garanzia di momenti formativi dove la parola è la vera protagonista.

Un ambiente silenzioso è l’ideale affinché la relazione che si instaura tra chi invia un messaggio e chi lo riceve possa svilupparsi efficacemente. “Il silenzio riveste un ruolo centrale per l’instaurarsi di una buona relazione tra docente, insegnante o relatore e la propria classe o pubblico di riferimento – afferma Roberto Fuso Nerini, associate e formatore presso The Vortex, consulente di marketing e comunicazione. “Mi occupo di comunicazione da molti anni – prosegue Fuso Nerini – e il silenzio, declinato sia in ambito concettuale che tecnico, mi ha permesso di cogliere al meglio la presenza dell’altro: è senza ombra di dubbio la condizione ideale per un vero ascolto. In aula, il formatore deve porsi in una relazione di ascolto: in questo senso il silenzio è l’unico elemento che ti permette di dare spazio e accesso alla parola dell’altro. Il silenzio inoltre è l’elemento che permette di valorizzare la tua parola, che permette di scandire e sottolineare con maggiore efficacia, attraverso le giuste pause, i concetti espressi durante una sessione formativa. Infatti, il giusto equilibrio tra pause e parlato all’interno di una frase valorizza il contenuto, crea enfasi, mette in luce un passaggio importante”.

Il silenzio aggiunge valore alla relazione tra persone che comunicano: se le condizioni ambientali sono favorevoli, il livello di qualità acustica della sala interna è alto e, per esempio, è stato installato un proiettore che permette di ridurre sensibilmente il grado di rumorosità, sarà possibile contribuire direttamente alla buona riuscita del momento formativo.

Garantire al formatore un ambiente privo, quanto più possibile, di fastidiosi rumori esterni è un obiettivo importante e per nulla trascurabile da parte degli installatori che operano in questi contesti. Infatti, il silenzio disturbato da rumori ambientali, in certi casi risultato di una dotazione tecnologia inefficiente, può essere avvertito in maniera negativa dalle persone presenti in aula e creare in loro un senso di disagio.

“Il rumore provocato dall’attivazione delle ventole di un proiettore – commenta Fuso Nerini – può essere davvero sgradevole; così come non poter godere di immagini nitide, chiare e reali. Apprezzo quei dispositivi che offrono una luminosità elevata, che non obbliga ad oscurare l’ambiente e che, per questo motivo, permettono di mantenere alto il livello di attenzione del pubblico. L’impianto video e quello audio sono entrambi elementi cruciali e quando i dispositivi a disposizione del docente sono di scarsa qualità possono sorgere dei problemi: la silenziosità della tecnologia, non c’è dubbio, diventa parte integrante del momento di formazione, un valore aggiunto al contributo formativo. Se le condizioni ambientali non permettono il pieno coinvolgimento dell’audience – conclude Fuso Nerini – il lavoro del formatore perde di efficacia e, a livello più ampio, di valore”. 

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