Per la prima volta è stato mutato il DNA di un embrione umano

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Per la prima volta nella storia un gruppo di ricercatori ha mutato il DNA di un embrione utilizzando la tecnica CRISPR-9. Il risultato è stato pubblicato mercoledì sulla rivista scientifica Nature. Il frutto della ricerca permetterà in futuro di risolvere malattie genetiche oggi mortali. Ma si apre il dibattito "sull'uomo che gioca a fare Dio".

Il risultato, si legge sul paper scientifico, è stato raggiunto senza mutazioni inattese e rispettando le regole etiche. La tecnica CRISPR-9 è un metodo di ingegneria genetica e, si legge sul Corriere della Sera, potrebbe potenzialmente applicarsi a oltre 10 mila malattie dovute a mutazioni ereditarie. Tra queste cancro al seno e ovarico, anemia delle cellule falciforme, fibrosi cistica e alcuni casi ereditari di Alzheimer. L'oggetto dei lavori dietro alla ricerca, invece, sono stati concentrati sulla cardiomiopatia ipertrofica.

Non si tratta della prima volta in assoluto: in Cina fu usata la stessa tecnica con risultati più deludenti, motivo per cui la rivista Nature si rifiutò di pubblicare la ricerca per motivi etici: su 86 embrioni iniettati solo 71 erano sopravvissuti, 28 si erano divisi e solo 4 avevano manifestato la correzione sperata. In quel caso ci furono anche numerose mutazioni casuali provocate per errore.

La tecnica è stata usata per motivi lodevoli, eppure potrebbe anche essere impiegata, almeno in linea teoria, su altri tratti genetici. Motivo per cui non sono mancate levate di scudi da religiosi e oppositori dell'ingegneria genetica.

I lavori sono stati pubblicati dalla Oregon Health and Science University, mentre il team di ricercatori era capeggiato dal dottore Shoukhrat Mitalipov.