Riscaldamento globale: a cosa si riferiscono i 2°C del trattato di Parigi?

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Tutti abbiamo sentito parlare dell’accordo alla Conferenza mondiale sul clima di Parigi. Tutti abbiamo sempre letto che è necessario limitare l’aumento di temperatura ai 2°C, e compiere sforzi per mantenerlo entro 1,5°C. Ma cosa significa?

All'avvicinarsi del G20 di Amburgo che si terrà il 7 e 8 luglio, sono aumentate le notizie riguardanti il problema del surriscaldamento globale: Trump ha detto 'no' agli accordi dopo la scelta di Obama, alcuni scienziati hanno lanciato un appello per prendere decisioni definitive sul clima entro e non oltre il 2020, nuovi dati confermano il problema dello scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia e recenti studi mettono il luce che anche l'aumento di 0,5°C porterebbe dei danni gravi all'ambiente. Il problema è serio e non più trascurabile.

Secondo gli accordi presi a Parigi dalle nazioni unite il livello di temperatura non deve aumentare di più di 2°C rispetto all'epoca pre-industriale. Ma cosa si intende con epoca pre-industriale? Rispetto a quale temperatura è necessario non contribuire ad un aumento di 2°C?

Non è ben chiara la data di riferimento in questi accordi ed alcuni studiosi si sono impegnati nel definire quest'epoca pre-industriale, analizzando l'aumento di temperatura totale rispetto a questa. Si potrebbe risalire fino all'invenzione della macchina a vapore di James Watt nel 1784, quando finalmente la società era in grado di convertire combustibili fossi in energia, con il costo di emissione di CO2 nell'aria. Effettivamente l'uso intensivo di questa macchina avviene nel XIX secolo, quando l'emissione di CO2 era tale da avere un impatto notevole sull'atmosfera terrestre. A causa del diossido di carbonio ed altri gas serra la terra disperde meno facilmente il calore nello spazio, con la conseguenza dell'aumento della temperatura globale.

Tuttavia alcuni studiosi hanno identificato il periodo tra il 1720 e il 1800 come più consono per definire una temperatura che corrisponde al periodo pre-industriale, così da poterla usare come riferimento per calcolare questo aumento di 2°C odierno. Infatti l'attività solare e vulcanica del XVIII secolo è simile a quella che osserviamo oggi, quindi la scelta è ottima per paragonare le due diverse temperature e calcolarne l'incremento. Il XIX secolo ha visto negli ultimi 50 anni troppe eruzioni vulcaniche gigantesche per poterlo considerare come riferimento: infatti bisogna considerare esclusivamente i danni umani causati all'ambiente e non quelli derivanti da altri agenti atmosferici.

Chiaramente le incertezze negli studi sono abbastanza grandi, ma gli scienziati hanno calcolato che, all'incirca, dall'epoca pre-industriale appena definita fino agli anni 1986-2005 la temperatura è aumentata di circa 0,6°C. Poiché dal quest'ultimo periodo al 2015 la temperatura è aumentata di circa 0,4°C, dall'epoca pre-industriale al 2015 la temperatura è aumentata di circa 1°C. E fino al 2016 potrebbe essere a circa 1,1°C in più.

La ricerca è da considerarsi completamente slegata dalle decisioni politiche prese negli accordi di Parigi e va considerata come uno studio di approfondimento.