Striature brillanti su Marte: ecco il perchè della loro formazione

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Tornado anomali si abbattono sulla superficie di Marte, depositando strisce brillanti visibili alla frequenza dell'infrarosso termico. La scoperta è merito dei ricercatori della Brown University diretti dal professore di geological science Peter Schultz, che hanno individuato l'origine delle striature in alcuni piccoli crateri marziani.

I ricercatori sono riusciti a capire perché queste strisce di un apparente materiale brillante emanate dai crateri fossero così distanti dei crateri stessi, al contrario di quanto un semplice pattern di eruzione potrebbe suggerire. Lo studio è stato portato avanti grazie all'analisi delle immagini catturate dal satellite Mars Odyssey.

Le raffiche di vento che soffiano oltre gli 800 chilometri orari, equivalente di un tornado di forza 8 sulla terra, sarebbero causate dallo schianto di asteroidi sulla superficie del pianeta. Nel punto dell'impatto avverrebbe la vaporizzazione dei materiali presenti sia sull'asteroide che sul terreno marziano, generando un pennacchio massivo di vapore che si allontana a velocità supersonica. Non sarebbe però questo pennacchio a generare le striature bianche su Marte, in quanto il vento viaggerebbe solo sopra la superficie, incapace di generare le profonde incanalature rilevate. Le colonne di vapore alzate durante l'impatto sarebbero infatti disturbate dalle creste di crateri più piccoli (diametro di circa 20 Km), e la loro interazione genererebbe forti folate di vento che si propagano rasoterra sulla superficie.

Questi venti generati dall'interazione dei pennacchi dei crateri maggiori con le creste dei crateri minori si abbatterebbero sulla superficie di Marte sollevando tutti i detriti e gli strati di polvere e facendoli emergere. Le zone rimaste più spoglie a causa delle folate di vento rimangono più esposte al calore rispetto alle altre e per questo apparirebbero con una luminosità più intensa nella frequenza dell'infrarosso, come è possibile notare dall'immagine. Da notare inoltre che queste strisce sono presenti in corrispondenza dei crateri minori, dove le folate di vento sono state disturbate dalle creste dei crateri più piccoli.

Le aree di cui stiamo parlando sarebbero quelle corrispondenti alle striature bianche: infatti la fotografia mostra l'intensità luminosa alla sola frequenza dell'infrarosso, quindi le zone bianche corrispondono ad una maggior intensità luminosa rispetto a quelle nere, dove invece la radiazione rilevata è bassa. Poiché la frequenza dell'infrarosso fornisce indicazioni sul calore assorbito dalla superficie, i ricercatori sono giunti alla conclusione che quelle bianche sono le aree prive dei detriti sollevati dai venti che durante il giorno assorbono più calore e impiegano più tempo a raffreddarsi la notte.

Grazie al netto contrasto visibile nella foto è possibile determinare quale sia il tasso di erosione in una certa area e quanta polvere sia stata depositata, informazioni utili per lo studio della geologia del suolo marziano. Inoltre la presenza delle striature in prossimità di alcuni crateri e l'assenza delle suddette vicino ad altri crateri, potrebbe indicare dove e quando ci sarebbe stato del ghiaccio sulla superficie di Marte.

La scoperta del team di ricercatori è figlia dell'esperienza che il professor Schultz ha acquisito mentre lavorava presso la NASA: con un cannone ad alta potenza venivano sparati proiettili fino a 24000 chilometri orari, per condurre esperimenti sull'impatto dei corpi. Proprio quell'esperimento ha dimostrato che l'impatto di un corpo ad altissima velocità genera un pennacchio di vapore che si allontana dall'impatto stesso, come ipotizzato nel caso degli asteroidi sulla superfice marziana.