Secondo gli analisti, la sfida di Apple è nel futuro

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E' passato un anno dalla morte di Steve Jobs, e molti s'interrogano sul presente e futuro di Apple. La nota testata giornalistica Computerworld ha interpellato alcuni analisti del settore per capire quali sono stati i cambiamenti intercorsi dopo la morte dell'ex CEO e come si sta comportando Tim Cook. Secondo Dany Gaspar, direttore per le strategie digitali alla Levick, azienda esperta nel settore della comunicazione, l'aver concesso dividendi agli azionisti fa di Tim Cook una persona da elogiare, visto che ha preso una decisione sempre osteggiata da Jobs. Carolina Milanesi invece, vice presidente di Gartner, sta vedendo dei cambiamenti a Cupertino, ma ancora non ha compreso se si tratti della conseguenza diretta della perdita del fondatore dell'azienda con la mela o se tutto ciò nasce dalla combinazione della morte di Jobs con il diverso mercato odierno. In particolare, la Milanesi sottolinea il fatto che Apple sia in parte nuova e in parte legata a idee che lo stesso Jobs avrebbe approvato.

Tale definizione è confermata da Ezra Gottheil, analista di Technology Business Research:"Prendete il MacBoook Pro con display Retina, ricorda in tutto e per tutto un prodotto di Jobs, con prezzo alto e aggressivo allo stesso tempo, un espediente del defunto CEO". Per Gottheil anche il rumoreggiato iPad Mini è un prodotto che Jobs, analizzando l'attuale mercato, si sarebbe convinto a realizzare. Seguendo tale strategia, secondo Gaspar, non ci sarà alcun problema nell'immediato, ma sarà il futuro a misurare l'effettiva capacità di innovare di Cook e del suo team. Ci vorranno almeno 2 anni per capire meglio dove sta andando l'azienda senza il suo mentore, anche se "Apple appare più vigorosa rispetto a 12 mesi fa; non è stata in alcun modo colpita o condannata dall'assenza di Jobs, è un'impresa ancora incredibilmente forte, anche se il genio non c'è più". L'assenza di Jobs invece, appare evidente in concomitanza dell'annuncio di nuovi prodotti, secondo Gottheil e Milanesi:"Jobs era sempre atteso da tutti per far conoscere al mondo The Next Big Thing, innovazioni straordinarie che in qualche modo avrebbero cambiato il settore ma che nel mondo di oggi non vedremo più di anno in anno, ma forse solo ogni cinque o dieci anni. Non capita di avere gente come Jobs molto spesso, era lì dall'inizio, lo potremo paragonare all'artista che ha fatto nascere un movimento o una nuova forma d'arte, definendo regole e tracciando le basi che altri (la nuova Apple) dovranno seguire".