Sicurezza informatica: I vostri dati sanitari sono sotto il mirino degli hacker

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Numerose ricerche statunitensi hanno lanciato l'allarme: nel 2016 rubati i dati sanitari di oltre sette milioni di americani. A rischio anche l'Italia.

Per questi report, in particolare quelli a cura di Deloitte e TrapX, delle oltre 5600 strutture sanitarie americane ben il 96% è stato oggetto di attacchi informatici. L'obiettivo? Rubare e poi rivendere i dati personali dei pazienti delle strutture.

Questa nuova frontiera dell'hacking -lo riporta il quotidiano La Stampa- starebbe arrivando anche in Europa e in Italia. Spesso e volentieri gli hacker imbastiscono un vero e proprio ricatto nei confronti delle aziende attaccate, imponendo loro di pagare laute somme per riavere i dati indietro. Eppure questo sarebbe il male minore perché si sospetta che il prossimo trend possa essere una rivendita massiccia dei dati a strutture private che, a scapito della privacy dei pazienti, si troverebbero nella posizione di mappare con facilità la situazione clinica del paese.

Antonio Cisternino, ricercatore di informatica biomedica dell'Università di Pisa sottolinea come "mentre la quantità di oggetti comuni connessi cresce quotidianamente, aumentano anche gli apparati in chiaro che dall’interno di un ospedale possono inviare dati sensibili. Questi dati sono ancora senza protezioni e quindi disponibili al furto da parte di chi possa farne un uso criminale".

In particolare -lo dice sempre La Stampa- sarebbe a rischio l'Italia, molti, troppi, i dati dei pazienti senza la minima protezione. Insomma, siamo davvero indietro e c'è da lavorare molto per la difesa della privacy dei pazienti italiani. La posta in gioco è troppo grande per non intervenire.