Steve Wozniak: il cloud è un incubo

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"Penso che sarà terribile". Questo è ciò che pensa Steve Wozniak quando si parla di cloud e, in qualche modo, del fatto di immagazzinare i propri dati su server remoti sui quali non si ha alcun controllo. Invitato da Mike Daisey sul palco di Washington dopo il suo one-man show "Il tormento e l'estasi di Steve Jobs", Woz ha risposto alle domande con la sua solità onesta e spontaneità. Secondo l'Agence France-Presse, Woz ha messo a nudo i propri sentimenti con preoccupazione:"Sono davvero preoccupato di ciò che succede con il cloud. Penso che sarà orrendo continuare così, e ci saranno un sacco di problemi terribili nei prossimi cinque anni".

Qualcuno può pensare che si tratti di una previsione ottimistica, visto che proprio la scorsa settimana Gizmodo ha avuto il suo account Twitter hackerato, dopo che uno dei suoi newser, Mat Honan, è stato colpito da un attacco al proprio account cloud. Sembra che nel corso dei prossimi 5, 10, o addirittura 20 anni, qualsiasi tentativo di migliorare la sicurezza tecnologica personale sia inutile, visto che ci si scontra con qualcuno che pensa in maniera più malefica rispetto a noi. E' un poco come la questione del doping nello sport; si fanno dei test di verifica, ma si trovano sempre nuovi metodi per aggirare la legalità e nascondere l'illegalità. Il doping è sempre un passo avanti rispetto ai test. Woz ha spiegato poi, come gli aspetti legali della nube renderebbero la vita degli esseri umani ancora più dolorosa:" Con il cloud non si possiede nulla. Si è ceduto tutto con una firma. Quanto più si trasferisce sul web, sulla nuvola, meno controllo abbiamo". Questo è ciò che le aziende tecnologiche moderne vogliono. Fanno sentire le persone a casa e con il controllo, mentre si prendono tutto ciò che le persone fanno, memorizzano, elaborano; in seguito l'analizzano e, non di rado, lo vendono al miglior offerente. Tutti noi crediamo di essere in pieno controllo delle nostre cose. Siamo in realtà delle pedine sulla scacchiera immaginaria di coloro che provano piacere ad accedere alla nostra vita digitale.
FONTE: CNET
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