Twitter a Trump: "invece delle conferenze stampa potresti rispondere twittando"

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Trump ha più volte manifestato la volontà di mettere la parola fine alle conferenze stampa, ponendo in essere un precedente unico nel suo genere a livello mondiale. Questa volta pare voler fare sul serio e il COO di Twitter ha colto la palla al balzo, sfruttando la Twitter-mania del Presidente in carica.

Già il CEO di Twitter, Jack Dorsey, aveva dichiarato di essere entusiasta per la dedizione di Trump per la sua piattaforma. Una dedizione così forte che in passato gli era costato non poche critiche, visto che spesso aveva twittato insulti ad orari impensabili della notte, non proprio un un'abitudine salutare per il leader di una nazione.

All'epoca Dorsey aveva dichiarato che riteneva estremamente importante che un Presidente tenesse conversazioni importanti in uno spazio aperto, piuttosto che farlo a porte chiuse come molti altri politici.

Ieri, invece, il COO della compagnia Anthony Noto ha risposto ad un tweet in cui il Presidente chiedeva ai suoi follower se fosse il caso di smettere di organizzare conferenze stampa, suggerendogli di farsi inviare le domande dai giornalisti per email e rispondendo, quindi, su twitter. "In questo modo raggiungeresti il mondo intero, e non solo chi ha una televisione", aveva aggiunto Noto.

Una proposta a dir poco eccentrica per la quale Noto ha ricevuto pesanti critiche dalla userbase della sua piattaforma, al punto che è dovuto intervenire chiarendo che non supporta la decisione di Trump di sospendere gli incontri con i giornalisti ma, anzi, intendeva affiancare questa forma di comunicazione a quella tradizionale.

Una precisazione che forse suona un po' da arrampicata sugli specchi, sta di fatto che Twitter grazie al Presidente Trump sta pian piano recuperando l'attenzione mediatica che aveva perso negli ultimi anni, e i suoi utenti dall'insediamento del Tycoon newyorchese sono aumentati del 11%.