Uber ufficialmente bannato in Italia, pronto il ricorso della società

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Ennesima battuta d’arresto per Uber in Italia. Come riportato da Reuters in anteprima nel corso del fine settimana, il tribunale civile di Roma ha ufficialmente istituito il divieto di utilizzo per le applicazioni della società americana nel nostro paese, accogliendo di fatto le denunce presentate dalle associazioni di categoria.

Secondo il giudice, Alfredo Landi, Uber non sarebbe da intendere come mediatore tra autisti e passeggeri, in quanto "esercita un'attività organizzata a scopo di lucro, tramite la quale, a seguito della predetta adesione degli autisti muniti di autorizzazione al servizio Ncc, esercita un servizio pubblico non di linea con modalità che costituiscono una violazione delle norme pubblicistiche dettate al riguardo”.
L’ordinanza inoltre contesta anche l’utilizzo di tariffe diverse rispetto a quelle predeterminate delle associazioni.
Immediata è arrivata la risposta di Uber, che attraverso un comunicato si è detta “allibita” per la decisione del tribunale ed ha annunciato il ricorso, affermando che il governo "non può perdere altro tempo ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber".