Uber vs Taxi: l'app vince il primo round, Tribunale di Roma ritira l'ordinanza

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Oggi gli amanti di Uber, l'app delle celebri berline nere, possono stappare lo champagne: la multinazionale è riuscita a far valere le proprie ragioni e il Tribunale di Roma ha ritirato l'ordinanza con cui era stato imposto il blocco del servizio. Ma la guerra non è ancora finita.

Uber in un certo senso rappresenta la tecnologia innovativa contemporanea, essendo diventato, più o meno volontariamente, alfiere della così detta sharing economy, con tutti i suoi pregi e difetti. Per questo su Everyeye abbiamo sempre dato massima attenzione alle vicende relative alla compagnia che ha rivoluzionato il trasporto con conducente, raccontandovene sempre i risultati importanti, nonché le controversie più o meno gravi (come questa, questa, o ancora questa).

Uber in quasi tutto il mondo ha incontrato una forte ostilità da parte dei taxi -chiaramente danneggiati dal servizio- e dai regolatori -spesso e volentieri conniventi con quest'ultima categoria. In Italia, in particolare, la multinazionale non ha avuto vita facile e dopo la sospensione del servizio low cost Uber pop e Uber X, lo scorso Aprile era toccato anche ad Uber black, bandito in Italia con un'ordinanza del Tribunale di Roma.

Il Tribunale, si legge nell'ordinanza, ha voluto dare attuazione all'indirizzo segnato dal Parlamento italiano che, fino al prossimo Dicembre, ha inteso sospendere alcune norme in materia di Taxi e noleggio con conducente, in attesa di una regolamentazione capillare.

"Siamo davvero felici di poter annunciare a tutte le persone e agli oltre mille autisti partner di Uber che potranno continuare ad utilizzare la nostra applicazione in Italia -dichiara (non senza entusiasmo) Uber in un suo comunicato- Ora più che mai è forte l'esigenza di aggiornare la normativa datata ancora in vigore, così da consentire alle nuove tecnologie di migliorare la vita dei cittadini e la mobilità delle città".

Meno contenti i tassisti che tramite il portavoce di Federtaxi dichiarano che in Italia, oggi, hanno vinto i "poteri forti".