Un gruppo di hacker mercenari è stato assoldato per spiare attivisti ecologisti

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L'agenzia privata di cybersecurity TigerSwan è stata assoldata per monitorare gli attivisti ambientalisti che si erano opposti alla costruzione del Dakota Access Pipeline, un oleodotto accusato di danneggiare l'ambiente. Lo rivela un report che denuncia i metodi militareschi dell'agenzia privata tra spionaggio aereo e intercettazioni radiofoniche.

La ricostruzione di The Intercept, presentata all'interno di un lungo report sulla fusione avvenuta de-facto tra agenzie pubbliche e private nell'ambito delle operazioni di intelligence, si basa su oltre cento documenti fatti trapelare da uno dei contractor di TigerSwan.

I documenti mostrano come l'agenzia privata abbia usato nei confronti degli attivisti vere e proprie misure di anti-terrorismo, portando avanti operazioni di sorveglianza aerea e di intercettazioni radio. Inoltre l'agenzia si sarebbe infiltrata nei circoli degli attivisti.

I documenti non rivelano esclusivamente i metodi militareschi seguiti dall'agenzia per tutelare gli interessi del proprio cliente, ma anche il tentativo di rappresentare i manifestanti come imprevedibili e sufficientemente minacciosi da giustificare misure sempre più gravose (e di conseguenza costose per il cliente). Addirittura un documento interno li paragona ai terroristi che lottano per la Jihad.

The Intercept riporta come recentemente il ruolo dell'agenzia privata si sia espanso, includendo la sorveglianza di gruppi solo marginalmente coinvolti nelle proteste anti-oleodotto, come i manifestanti anti-Trump di Chicago e Washington DC. The Intercept accusa poi TigerSwan di aver operato per tutto il tempo senza una licenza che l'autorizzasse a lavorare in North Dakota.