Un nuovo algoritmo permette di insegnare azioni ai robot mimandole in VR

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Un nuovo algoritmo volto ad insegnare ad un robot determinate azioni è stato sviluppato da un team presso OpenAI, azienda non-profit orientata verso lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. I ricercatori hanno trovato un modo far apprendere ad un robot determinate azioni da compiere facendo prima una simulazione tramite la virtual reality.

Per avere un esempio chiaro e semplice vi invitiamo a visualizzare questa GIF.

Elon Musk è uno dei fondatori di OpenAI, che ha l'obiettivo di assicurare che i benefici dell'intelligenza artificiale siano diffusi il più possibile nel mondo. Parliamo di un'impresa fondata nel 2015, con circa 60 ricercatori ed ingegneri focalizzati su ricerche a lungo termine, quindi estremamente avanzate.

OpenAI si concentra innanzitutto sul Machine Learning, tradotto in italiano "apprendimento automatico", che è un insieme di metodi provenienti da più ambiti scientifici: statistica, reti neurali, data mining, elaborazione immagini, e molti altri. La parola Machine Learning è estremamente di moda negli ultimi anni per via dei notevoli sviluppi nell'ambito non solo scientifico ma anche di marketing. Basta pensare che dietro a tutte le pubblicità su internet, i consigli di facebook e di Amazon ci sono sempre degli algoritmi di Machine Learning che hanno il compito di mostrare all'utente i contenuti più coerenti con i propri gusti.

Nella fattispecie un algoritmo di Machine Learning è tale quando è in grado di imparare qualcosa senza essere espressamente programmato per farla, ma sfruttando esclusivamente i dati di cui dispone per arrivare alla soluzione ottimale. Dunque non c'è da stupirsi se tra le pubblicità di facebook visualizzate spesso e volentieri videogames e accessori tech, in quanto evidentemente i vostri interessi sono collegati a quel mondo, e l'algoritmo di facebook non fa altro che mostrarvi advertising inerenti ai vostri gusti.

Le applicazioni del Machine Learning sono tra le più disparate: riconoscimento dello spam nella casella mail, di immagini, di caratteri in una foto, e molte altre. Di grande importanza in questa materia sono la statistica computazionale che aiuta a predire i risultati e l'ottimizzazione matematica.

Nel caso di OpenAI è stato applicato il Machine Learning alla robotica, permettendo ad un robot di imparare qualcosa guardando un essere un umano che compie delle azioni tramite la realtà virtuale. Nel caso in esame un braccio robotico è stato in grado di visualizzare i diversi colori di 6 cubi disposti su un tavolo e posizionarne 3 sopra ad altri 3. Il robot è stato in grado di posizionare il cubo blu sopra al rosso, il giallo sopra il nero, il verde sopra il bianco in tutti i casi proposti, dove ogni cubo era posizionato in maniera diversa.

Tutto questo osservando semplicemente un umano che svolgeva le stesse azioni in virtual reality: in primis i ricercatori hanno dovuto insegnare al robot il concetto di cubi, dei suoi colori, della loro posizione e di come sono quando vengono messi uno sopra l'altro. Il tutto in pochissimo tempo, mentre nel mondo reale ci sarebbero voluti anche mesi.

Imparare è stato possibile grazie alla vision network del robot (per saperne di più vi invitiamo a leggere un interessante articolo sul Deep Learning), mentre l'imitation network usa le informazioni della prima per eseguire un'azione simile, come ad esempio prendere il cubo di un certo colore e posizionarlo sopra l'altro.

Il team di OpenAI spiega che l'algoritmo è programmabile per un vasta varietà di situazioni più velocemente di altri sistemi già presenti sul mercato.