Una distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara potrebbe alimentare l'UE

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Nella gara alla dismissione delle energie fossili a favore di quelle rinnovabili, l'Unione Europea sta seriamente valutando l'idea di provvedere al proprio fabbisogno energetico grazie ad una "immensa" distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara. L'energia sarebbe quindi portata nel continente tramite la Tunisia, usando cavi sottomarini.

I pannelli solari, nelle intenzioni dell'ambizioso piano energetico, dovrebbero riuscire a produrre la cifra monstre di 4.5 gigawatts grazie ad una struttura che, impiegando un sofisticato gioco di specchi, riuscirebbe a riflettere l'energia del sole su un collettore centrale. Il collettore utilizzerebbe poi sale fuso per accumulare l'energia sotto forma di calore.

L'energia sarebbe, quindi, convogliata in Tunisia dove, usando tre cavi subacquei, viene a sua volta trasportata a Malta, in Italia e nel Sud della Francia.

"Stiamo aprendo un nuovo corridoio energetico per aiutare l'Europa ad importare energia solare a poco prezzo dal Sahara", ha raccontato Daniel Rich, Chief Operating Officer di TuNur, la compagnia dietro al progetto. "Questo progetto permetterà all'UE di rispettare gli standard energetici previsti dal Trattato di Parigi velocemente e ad un costo ridotto. Inoltre darà un aiuto significativo all'economia tunisina grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro, all'indotto fiscale e alla creazione di una nuova industria energetica che aiuterà, in futuro, a soddisfare la richiesta energetica interna del Paese".

Il progetto è in attesa di autorizzazione da parte del Ministero delle Politiche energetiche tunisino.

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