Uno dei più importanti investitori di Uber sta querelando l'ex CEO per frode

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Benchmark Capital, uno dei più importanti ed influenti investitori di Uber sta facendo causa a Travis Kalanick. L'accusa è grave, l'ex CEO sarebbe imputato, infatti, di "frode, violazione contrattuale e violazione degli obblighi di buona fede". Insomma, nonostante le sue dimissioni l'ex CEO continua a creare grane alla compagnia.

Per Benchmark l'obiettivo di Kalanick sarebbe quello di riempire il board della compagnia con persone di fiducia in modo da non rispondere della sua condotta precedente e da pianificare un suo ritorno al vertice della compagnia. Tutto questo, per il fondo d'investimento, "a svantaggio degli azionisti, dei dipendenti, dei driver e dei clienti di Uber".

La causa è fondata sulla decisione di aumentare i membri del board con diritto di voto da otto a undici persone, una scelta che risalirebbe, tuttavia, a giungo dello scorso anno. Kalanick all'epoca si riservò il diritto esclusivo di nomina per i nuovi membri votanti. Benchmark sostiene che Kalanick non avrebbe mai preso una simile scelta senza essere ben conscio della sua condotta dolosa nella gestione della compagnia. Insomma, sapeva bene che, presto o tardi, avrebbe dovuto rispondere del modo con cui ha amministrato la compagnia.

Tale condotta, per il fondo, includerebbe l'aver permesso un clima sessista e di vere e proprie molestie sessuali, oltre che il furto di segreti industriali di uno dei principali competitor, Waymo. Entrambe faccende di cui vi abbiamo parlato qua e qua.

Se la causa avrà successo la decisione di aumentare il numero di membri del board sarà annullata, inoltre, lo stesso Kalanick verrebbe cacciato dal Board of directors ponendo la parola fine all'ipotesi di un suo ritorno ai vertici della compagnia.