Uno studio dimostra che la pirateria non sta uccidendo l'intrattenimento

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Uno studio condotto dalla London School of Economics and Political Science ha scoperto che la pirateria sta aiutando e non uccidendo l'industria dell'intrattenimento. Il team di ricerca ha inoltre sollecitato il governo del paese a guardare i dati prima di varare nuove leggi in materia di protezione del copyright. Nel rapporto viene citato l'autore Neil Gaiman il quale ha dimostrato che le vendite dei suoi libri sono aumentate del 300% dopo che il testo è stato piratato.

Lo stesso ragionamento è stato applicato anche al settore videoludico e all'industria cinematografica statunitense, che sta facendo registrare record su record nonostante la massiccia presenza di siti che offrono contenuti protetti da copyright: "Hollywood ha raggiunto ricavi per 35 miliardi di Dollari nel 2012, in aumento del 6% rispetto al 2011" si legge nel documento. Anche "l'industria musicale non è in declino terminale, ma genera ancora profitti grazie ai ricavi prodotti da vendite digitali, servizi di abbonamento, streaming e live performance che coprono il calo derivanti dalla vendita di CD o dischi" afferma Bart Cammaerts, uno degli autori dello studio. La relazione parla anche dei servizi come SoundCloud e YouTube, che hanno contribuito a promuovere gli artisti e ad aumentare le loro vendite.